Ha difeso Nasrin Sotoudeh un dissidente iraniano nel 2011 pagando un prezzo altissimo, l’hanno presto accusata degli stessi reati del suo cliente e ben presto è dovuta fuggire dal suo paese per stabilirsi in Norvegia.
La famosa avvocatezza Mahnaz Paraakand che si batte da sempre per la difesa dei diritti umani purtroppo conosce già il sapore delle carceri del suo paese. Nel 1981, giovane studentessa di 22 anni fu arrestata a causa dei suoi legani con l’rganizzazione dei Moudjahidin (OMPI), i cui membri collaboraono alla rivoluzione del 1979 per poi essere ferocemente eliminati dal regime islamico.
In prigione la giovane iraniana conobbe la tortura quotidiana “volevano farmi confessare che avevo protato delle armi durante le manifestazioni “ racconta “cosa totalmente falsa” La tortura principale erano i cavi elettrici sotto le piante dei piedi per la quale Mahnaz subirà conseguenze per tutta la vita. Mahnaz Paraakand viene condannata a morte. "Molti dei miei compagni di prigionia non sono più di questo mondo. Ricordo in particolare una ragazza di 16 anni, giustiziata solo perché suo fratello era un mujaheddin. Come lei, migliaia di prigionieri sono stati impiccati nel mese di agosto 1988 per i loro presunti legami con l'OMPI. Molte donne vergini furono stuprate dai loro carcerieri affinchè non raggiungessero il paradiso. Mahnaz Paraakand riesce a sopravvivere, viene liberata nel 1986 e decide di consacrare la sua vita alla difesa dei diritti umani. Supera l’esame di avvocato nel 1993 ma il permesso di esercitare le verrà dato solo dopo l’elezione del riformatore Mohammad Khatami, purtroppo rimpiazzato non molto tempo dopo dall’ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, che bloccherà ogni riforma nel paese.
Tra i perseguitati oltre agli oppositori politici anche gli appartenenti alla religione Bahai fondata nel XIX secolo e considerata una setta pericolosa per la repubblica islamica, i suoi membri formano la più grande minoranza religiosa in Iran e i loro credo è diffuso in tutto il mondo, ed è la confessione religiosa ufficialemente perseguitata nel paese. Nel 2010 Mahnaz Paraakand difende sette bahais condannati a venti anni di prigione per spionaggio, atti contro la sicurezza nazionale e inimicizia verso Dio.” Eppure non esistevano dossier su di loro, del loro arresto , niente era stato fatto nel rispetto della legge aveva affermato il loro avvocato. Al momento della condanna il giudice islamico ha decretò che “il padre dei condannati non era altro che Benyamin Netanyahou" (il centro mondiale del bahaismo ha infatti sede ad Haifa in Israele). Mentre per l’avvocatessa questa non era altro che la prova della loro neutralità!
"Nel difendere i baha'i, abbiamo minato le fondamenta della Repubblica islamica, e molte persone in Iran cominciato a difenderli. Tuttavia, gli attacchi contro i baha'i non sono diminuiti con Hassan Rohani e neppure gli attacchi contro i difensori dei diritti umani. " ha ammesso Mahnaz Paraakand.
Infatti, se l'arrivo alla presidenza a giugno 2013 di un "moderato" suscitò speranza in tutto il popolo iraniano, fu chiaro 18 mesi più tardi, che le sue promesse di libertà erano vane. "Tutto questo è stato solo slogan elettorale , Rohani parla molto bene, ma nella pratica tutti coloro che hanno il coraggio di parlare vengono immediatamente interrogati dai servizi segreti." L'esempio migliore sono le manifestazioni spontanee di protesta dopo gli attacchi con l'acido contro le donne a Isfahan nel mese di ottobre. Lungi dal arrestare i colpevoli, le autorità hanno preferito imprigionare gli attivisti che protestavano" ha ricordato l'avvocatessa che adesso risiede in Norvegia e alla quale non viene data che la scelta tra prigione o esilio.