A pochissime settimane di distanza dalla vicenda-Alzate, il primo fine settimana di dicembre fa registrare in Colombia nuovi sanguinosi scontri tra esercito e Farc. Teatro di essi alcune zone rurali nei dipartimenti di Cauca e Valle del Cauca, che confinano tra loro (ci troviamo nel Sud-Ovest del Paese che fu colonizzato da Alonso de Ojeta: entrambe le regioni si affacciano sull’Oceano Pacifico), e dove in realtà le ostilità tra regolari e ribelli marxisti proseguono ad intermittenza dal 2011. Nel distretto che ha come capitale Popayán un caporale è stato ucciso dai guerriglieri, che però , a loro volta, hanno dovuto subire una perdita tra le loro file. Non si sa se il miliziano caduto è lo stesso che ha sparato a morte al sottufficiale. Si combatteva a non molta distanza dal villaggio di Caloto. che era balzato agli onori della cronaca già lo scorso novembre per l’uccisione, sempre a firma Farc, di un poliziotto di etnia nasa (la componente indigena più diffusa nel Cauca). L’omicidio seguiva, quasi a ruota, quello di altri suoi due colleghi, appartenenti alla stessa etnia, perpetrato dai guerriglieri a Toribio. Un fatto che aveva destato scalpore, se si pensa che nella regione del Cauca nasa e Farc sono tradizionalmente alleati contro il governo: alcuni analisti hanno parlato perciò di una sorta di vendetta delle Farc per il “collaborazionismo” con lo Stato dei nasa, sotto forma di arruolamento nelle forze di sicurezza (i delitti erano stati preceduti da una dichiarazione con cui le Farc indicavano come “obiettivi militari” ben venti leader politici nasa).
Nel dipartimento con capitale Cali, invece, cioè in Valle del Cauca, in due distinti episodi bellici hanno perso la vita altri tre paramilitari: in particolare, due di essi sono stati uccisi in una battaglia alle porte di una località chiamata Florida, un terzo nei pressi della città di Jamundi.