Hong Kong, Wong arrestato di nuovo

Il giovane leader è uno dei cento nuovi fermati

Gianluca Vivacqua
02/12/2014
Dal Mondo
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Ha solo 18 anni ma ha già il temperamento di un Mazzini o di un Lenin, o, perché no, di un Gandhi: Joshua Wong esce ed entra dal carcere senza mai vacillare nella fedeltà e nella coerenza ai suoi ideali. Il  leader di Scholarism, già arrestato il 29 settembre scorso dalla polizia di Hong Kong e tenuto in gattabuia, a differenza degli altri manifestanti pro-democrazia e anti-Cina, per ben due giorni prima di essere rilasciato, a poco meno di due mesi di distanza da quei fatti è tornato nuovamente in carcere, con immutata fierezza.  Insieme a lui un altro centinaio di manifestanti sono stati presi in consegna il 26 novembre dalle forze dell’ordine, impegnate, per il secondo giorno consecutivo, nelle operazioni di sfollamento di Mong Kok. Si tratta di un immenso quartiere commerciale, dove mercati tradizionali, scomparsi in altre parti della città, e negozi ultramoderni convivono da sempre in un vivacissimo melting pot dello shopping; secondo il Guinnes dei Primati, il quartiere ha il primato mondiale della circolazione di persone e mezzi.  Qui Wong e compagni tenevano i loro sit in di protesta da cinquantotto giorni. Ma naturalmente Scholarism, il movimento di studenti liceali, non è l’unico attore in prima linea nella lotta per elezioni democratiche: al suo fianco ci sono anche i fratelli maggiori della Federazione degli studenti universitari di Hong Kong, con il suo gotha, Alex Chow, Yvonne Leung, Eason Chung, Nathan Iegge e quello che sembra essere il Wong dei goliardi, Lester Shum, altro collezionista di arresti. Fermato a luglio, fermato a ottobre, si è fatto mettere le manette ai polsi per la terza volta proprio nel corso della retata di Mong Kok.  

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