Esce venerdì 22 marzo 2024 il nuovo singolo dei Bosco, fuori per McFly Dischi / Ingroovesdal titolo "Tu (e la cocaina)", disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming e in radio.
"Tu (e la Cocaina)" è una canzone che si addentra nelle profondità delle dipendenze, con un focus particolare sulle relazioni tossiche e l’isolamento. Attraverso un testo potente e melodie ipnotiche, i Bosco aprono una finestra su un mondo costellato di eccessi e desiderio di evasione. L'ispirazione arriva dalle atmosfere inquietanti e decadenti di Caligari e dalla periferia di Roma. Il risultato è una narrazione cruda e intensa che rispecchia il disagio delle relazioni moderne. Il singolo è un autentico viaggio emotivo, che guida gli ascoltatori attraverso un percorso pieno di alti e bassi nelle relazioni umane: momenti di pura gioia alternati a profonde riflessioni sulla malinconia.
Non potevamo che intervistarli a riguardo.

In che modo le dipendenze e le relazioni moderne sono connesse? Il vostro nuovo singolo “Tu (e la cocaina)” di che parla quindi?
Le relazioni moderne sono difficili da interpretare, si ritiene troppo spesso che ci sia bisogno “dell’altro” per essere, per avere un riconoscimento, come se essere sé stessi fosse troppo difficile da digerire anche per te. Il singolo affronta il tema della difficoltà di inserirsi in queste dinamiche, e basterebbe a volte avvicinarsi un po’ per non essere più cattivi.
Perché le relazioni “moderne” sono più problematiche rispetto ad un tempo? È così per tutto, musica compresa, o solo per quanto riguarda le relazioni umane?
Vedo tutto più complesso, paradossalmente abbiamo i mezzi per essere collegati in tutti i modi ma scegliamo di vedere tutto dalla finestra e vivere molto poco quello che ci circonda, è più difficile trovare un modo di comunicare, anche questa sembra un’assurdità ma è così, abbiamo, come società, aperto la rete e chiuso la mente a qualsiasi contaminazione, forti che il proprio pensiero, in qualche modo, sia quello giusto. Nella musica viene usata la parola “artista” come se ci fosse una diretta correlazione con il pensiero “vivo una situazione di disagio e lo scrivo”, questo porta tutti a pensare di non aver bisogno di nessuno e che non ci sarà un altro essere umano che potrà capire la propria difficoltà
Com’è stato lavorare con Matteo Cantaluppi e Andrea Messina? Come mai la vostra scelta è ricaduta proprio su di loro, in relazione al sound che andavate cercando?
Abbiamo lavorato con loro in fasi diverse e in anni diversi, con Matteo a Milano, nel vecchio Mono Studio, e con Andrea e Gianluca (Danaro) a Roma nello Studio Nero e Hinkypunk Studio, cercavamo un sound più pop senza dover cambiare quello che siamo, ma, appunto, aprendoci a contaminazioni che potessero arricchirci
Roma è a tutti gli effetti casa vostra, o avete uno sguardo musicale più ampio?
Roma è la nostra casa, da sempre, e sempre lo sarà, musicalmente è in ripresa e la cosa non può che farci piacere, anche se ci piacerebbe spostarci un po’ e suonare in giro per l’Italia, siamo sicuri di aver fatto un gran disco che merita l’attenzione di un pubblico più ampio
E perché dal 2015 che avete iniziato, vi ascoltiamo solo oggi?
In realtà tra il 2015 e il 2018 abbiamo portato in giro il nostro primo disco (“Era”) facendo un bel po’ di date, forse le nostre strade non si erano incrociate allora, ecco un buon motivo per recuperarlo ☺ poi ci siamo fermati per qualche anno scrivendo tanta bella musica che speriamo di potervi far ascoltare presto