Le Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, sono tornate in azione. Con un sequestro eccellente, quello del generale Dario Ruben Alzate, in prima linea nella lotta contro i guerriglieri marxisti. Il generale e altre due persone (verosimilmente due suoi assistenti) sono stati catturati il 16 novembre mentre stavano girando, in borghese, per le strade di Las Mercedes, un villaggio nella regione del Choco, nella parte occidentale del Paese. Un “atto inaccettabile”, lo ha definito il capo dello stato colombiano, Juan Manuel Santos, che su Twitter ha chiesto la liberazione di Alzate, con toni che non sono propriamente quelli dell’appello: “Esigiamo che i rapitori ce lo restituiscano in tempi brevi, sano e salvo”. Tutto lascia immaginare che si tratti delle Farc, ha aggiunto Santos: nel dubbio, in accordo con i vertici dell’esercito di Bogotà ha già ordinato la sospensione immediata dei negoziati governo-guerriglieri in corso all’Avana da due anni. L’incontro del 18 è stato cancellato.
Specialiste nella creazione di desaparecidos, le Farc sono state fondate nel 1964 per vendicare la violenta repressione operata da forze congiunte colombiano-statunitensi contro le forme di autogestione di alcune comunità contadine nelle regioni di Tolima e Huila. Da quel momento le Farc hanno alternato lotta armata e lotta politica (i suoi “bracci” parlamentari nel corso del tempo sono stati l’Unione Patriottica, legata al Partito comunista colombiano, il Partito comunista clandestino della Colombia, indipendente e ancor più estremista, e poi il Movimento Bolivariano). La prima tregua governo-Farc si ebbe nell’84 con gli accordi promossi da Belisario Betancourt; poi alla fine degli anni ’80, in seguito alla decimazione dei membri dell’Unione Patriottica, ricominciò il conflitto. Ancora una pausa dal 1998 al 2002, sotto la presidenza Pastrana: in quegli anni si giunse ad un’intesa che avrebbe dovuto essere la premessa per una riforma agraria. Quindi un nuovo indirizzo sollecitato dall’amministrazione Bush riportò il rapporto con le Farc sul sentiero delle armi: il successore di Pastrana, Uribe, lanciò la più grande offensiva militare mai compiuta contro i guerriglieri, senza peraltro riuscire a sgominarli del tutto (anche se una buona parte dei suoi vertici vennero decapitati). Nell’autunno del 2012 è iniziata una nuova fase negoziale, con un forte sostegno internazionale (se ne sono fatti promotori, tra gli altri, l’ex presidente democratico degli Stati Uniti Jimmy Carter e il Forum di sao paulo): il tavolo delle trattative, aperto ad Oslo in ottobre, è stato trasferito un mese dopo all’Avana.