James Foley, gli Usa sapevano dov’era

Fox Tv: Obama si mosse tardi per cercare di salvarlo

Gianluca Vivacqua
04/11/2014
Dal Mondo
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La tragedia di James Foley si poteva evitare: la Casa Bianca sapeva sin dallo scorso maggio la zona dove l’Isis teneva prigioniero il giornalista freelance del Global Post, poi barbaramente decapitato il 19 agosto. Lo rivela il 4 novembre Fox News, che, sulla scorta di fonti interne all’emittente, aggiunge anche che a luglio Obama affidò alla Cia il compito di organizzare il dissequestro di quell’operatore dell’informazione, non certo fortunato nelle sue esperienze da reporter nei fronti caldi: quando, alla fine del novembre 2012, venne rapito alla frontiera tra Siria e Turchia, Foley aveva già provato sulla sua pelle la condizione di ostaggio. In Libia, infatti, nell’aprile del 2011, era stato rapito, insieme ad alcuni suoi colleghi di altre nazionalità, da soldati fedeli al regime di Gheddafi, per poi essere rilasciato dopo circa quarantaquattro giorni di carcere. Sin dall’inizio della sua nuova odissea detentiva  le notizie sulla sorte di Foley si erano fatte subito confuse e contrastanti: all’inizio erano stati tirati in ballo miliziani della Shabiha, fedeli al presidente Assad, come responsabili della sua cattura, e, il luogo della sua reclusione veniva localizzato in un complesso appartenente all’intelligence dell’aeronautica siriana. Poi, nel corso del 2013, con l’arrivo delle prime richieste di riscatto, la scena si è bruscamente spostata in Iraq, e con prepotenza è venuto fuori il ruolo dell’Isis. Senza dubbio per più di un anno Casa Bianca e Cia hanno brancolato nel buio; ma quando, finalmente, seppero, i margini di tempo per salvare Foley c’erano ancora. Tuttavia non furono in grado di sfruttarli. Per eccesso di scrupolo nel preparare l’operazione che doveva liberarlo, si concesse ai servizi segreti di bruciare un altro mese, e poi allorché si decise, ormai in piena estate, di passare all’azione, la grande accuratezza preliminare fu tutt’altro che premiata: il piano che gli agenti americani e britannici avevano studiato insieme per  sottrarre Foley alle mani dei suoi rapitori fallì miseramente. Un mese dopo ebbero inizio i raid aerei di Washington contro l’Isis in Iraq, e con quei bombardamenti, in pratica, Obama firmò la condanna a morte di Foley.   

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