Ankara, porte aperte a peshmerga iracheni

Il ministro degli Esteri: potranno passare da territorio turco per accorrere in difesa di Kobane

Gianluca Vivacqua
03/11/2014
Dal Mondo
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Un “corridoio” turco che permetterà ai peshmerga del Kurdistan iracheno di congiungersi più velocemente ai confratelli siriani delle Ypg nella campagna di liberazione di Kobane: rispetto a qualche settimana fa, certo, la morsa dell’Isis sulla città al confine tra Siria e Turchia si è notevolmente allentata, ma le milizie del Califfato non sono state  completamente ricacciate, e gli scontri continuano. Ecco perché il 21 ottobre il governo di Ankara, per bocca del ministro degli Esteri Cavusoglu, ha annunciato che ai soldati di Erbil sarà concesso di passare dal territorio dell’Anatolia orientale per prendere alle spalle i miliziani di al-Baghdadi. “Stiamo fornendo assistenza alle truppe peshmerga perché entrino a Kobane”, ha dichiarato Cavusoglu.
Erdogan ha accolto la richiesta del presidente del Kurdistan iracheno,  Massud Barzani, del  suo ministro per i peshmerga (più o meno un equivalente del nostro ministro della Difesa), Mustafa Sayid Qader, e del leader dell’Unione democratica, il partito di maggioranza, Salih Muslim. Da qualche giorno i paladini di Kobane possono anche contare, come la scorsa estate era già toccato ai peshmerga iracheni in lotta con l’Isis, su rifornimenti aerei americani di armi, munizioni e medicinali.  Manca solo il supporto sul campo, ma a questo punto a recitare questo ruolo potrebbero essere proprio i cugini del nord della Mesopotamia, che l’avanzata dello Stato islamico sono già riusciti ad arrestarla.  

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