Pannella, nuovo tentativo per iscrizione Pd

Su Radio Radicale: “Ripresenterò domanda”

Gianluca Vivacqua
29/10/2014
Politica
Condividi su:

Pannella ci riprova: l’intramontabile mentore e guru dei radicali italiani, torna alla carica per avere la tessera del Pd. ”Ripresenterò nei prossimi giorni la domanda di iscrizione al Partito Democratico. La volta precedente me la rifiutarono, adesso sono curioso di vedere cosa accadrà.” Così ha parlato il 20 ottobre il tribuno delle grandi battaglie laiche in Italia, ospite della casa radiofonica del partito che, anche nel caso in cui facesse il suo ingresso nel Pd, comunque non lascerebbe. Perché è stata questa, in effetti, la difficoltà opposta dai dirigenti democratici quando, nel 2007, si trovarono a dover trattare la candidatura di Pannella addirittura a segretario del nascente partito: il leader riformista, infatti, non poteva ambire a competere per tale carica – e neppure a entrare nel partito – perché non aveva accettato di far confluire in esso la formazione politica da lui guidata. Apparve evidente, allora, che si scontravano due visioni del Pd: l’una era quella prodiana-bipolarista, che considera quello democratico il partito di riferimento di tutta la Sinistra, se non proprio quello unico, in cui gradatamente tutte le forze progressiste, radicali o meno, gravitanti intorno ad esso dovrebbero sciogliersi; l’altra era, appunto, quella pannelliana, che vede nel Pd un’area comune della Sinistra in cui chiunque partecipi di una cultura politica riformista abbia il diritto di cittadinanza, anche con un doppio “passaporto partitico”.
Com’è nel suo carattere, Pannella non desiste: mai come in questo momento, anzi, gli pare opportuno ritentare la “scalata”, proprio adesso che nel Pd ci sono tante contraddizioni interne che suscitano perplessità, più ombre che luci. “A mio parere non sono pochi quelli del Pd costretti, oggi, a riflettere su ciò che sta accadendo del loro partito e dal loro partito.” Un “tradimento” della visione dei padri? Di sicuro “Questo Pd si comporta come si comporta” e “non ha nulla a che vedere con il Pd voluto e sperato da Bersani (il segretario finora più longevo della storia del Pd, alla guida del partito dal 2009 al 2013, ndr)”.

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: