Galagaphost ci racconta il suo nuovo disco dal titolo "Peach Fuzz"

Jacopo Ortica
08/02/2024
Musica e spettacolo
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É uscito venerdì 9 febbraio 2024 il nuovo EP del progetto Galapaghost, l'alter ego musicale del musicista e songwriter di Woodstock Casey Chandler, attualmente residente nelle valli sopra Torino, un progetto stratificato e complesso che, tra le altre cose, ha composto le musiche per "Il Ragazzo Invisibile" di Gabriele Salvatores e contribuito alla promozione della serie Netflix "Tredici".

Il disco è stato anticipato dai singoli "Trapeze" e dalla title-track "Peach Fuzz", una storia di amicizia, arte e redenzione, tutto racchiuso in una canzone, che condensa un EP che si rivela essere una densa autobiografia musicale, dove convivono incontri, racconti dal passato, di adolescenza e non. 

L'amico che ispirato la title-track è anche quello che ha realizzato questa bellissima copertina, abbiamo voluto parlare anche di lui, di musica, Italia e futuro.

 

Ci racconti qualcosa in più su Jasper, uno dei tuoi amici che ha ispirato il brano e title-track del tuo nuovo disco “Peach Fuzz”?

In inglese lo definiamo un "fratello nato da un'altra madre". Jasper è una persona che mi ha costantemente fatto sentire protetto e amato, senza mai giudicarmi per alcun motivo. Mi ha visto nei miei momenti migliori e in quelli assolutamente peggiori. È stato lui a farmi superare la mia timidezza durante gli anni del liceo, periodo in cui avevo pochi amici, e per questo gli sarò eternamente riconoscente.

E come mai non vi siete parlati per un anno?

Onestamente non riesco a ricordare il motivo, visto che è successo più di 20 anni fa. So che, come qualsiasi altro quattordicenne, non sapevo ancora chi ero o come relazionarmi con gli altri. Ero molto riservato, al contrario suo che era l'anima della festa, per cui è probabile che provassi insicurezza o invidia verso di lui per ragioni che oggi non riesco più a ricordare. Ciò che conta veramente è che sono riuscito a chiedergli scusa, e grazie a questo siamo riusciti a ripristinare la nostra amicizia, tornando ad essere migliori amici l'anno successivo.

Che difficoltà stai riscontrando nell’essere un artista indipendente in Italia?

Penso che l'ostacolo più grande, qui in Italia, sia l'organizzare concerti. Non ho ancora una fanbase italiana grande abbastanza e non canto canzoni in italiano, eccezion fatta per qualche rara cover di Lucio Battisti, il che rende più difficile trovare occasioni per esibirmi. Mi piacerebbe poter scrivere alcune canzoni in italiano in futuro, ma il mio italiano non è ancora a quel livello. Mi auguro che questo EP possa contribuire ad accrescere l'attenzione verso la mia musica, portando anche alla possibilità di suonare dal vivo più spesso.

Pensi che ci sia una scena musicale attiva qui?

Onestamente, non sono in grado di risponderti perché fino a novembre, quando mio figlio ha iniziato la scuola materna, ho fatto il papà a tempo pieno. Di conseguenza, eccetto per i miei concerti, non riuscivo ad uscire tanto la sera. Quest'anno, però, ho intenzione di andare a più concerti, quindi ti farò sapere!

Cosa ti lasciato l’esperienza con John Grant?

Un profondo senso di gratitudine. Ho avuto l'opportunità unica di partecipare a un tour con un artista che rispetto profondamente e autore del mio disco preferito di quell'anno, 'Queen Of Denmark'. Sapevo di essere incredibilmente fortunato a fare parte di quel tour, perciò mi sono impegnato a fondo per dimostrare sia a lui che a me stesso di essere all'altezza della situazione. La musica era incredibile e mi sono divertito tantissimo ad ogni concerto che abbiamo fatto, ma sono le lezioni di vita che John mi ha insegnato che mi rimarranno impresse per sempre.

Quali sono i tuoi piani ora che “Peach Fuzz” è uscito?

Non ho programmi particolari, a parte un paio di concerti prenotati a marzo per un mini tour di Peach Fuzz. Probabilmente tornerò già in studio la prossima settimana per iniziare la registrazione del prossimo album!

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