In un'epoca di social ed eterne condivisioni, la lotta all'apparire più di quanto si è davvero, i filtri, i like, i segui e il mondo digitale inconsistente e inesistente se non tramite apparecchi privi di vita, si può pensare quanto i tempi siano cambiati rispetto ad appena un secolo fa.
Ed è in situazioni come queste che si può tirar fuori un qualsiasi Pirandello commediografo e rendersi conto che ci sono due possibilità: o i tempi non sono poi tanto cambiati o Pirandello veniva dal futuro.
Il tema principale de L'uomo, la bestia e la virtù è proprio l'ipocrisia di facciata (tema caro allo scrittore di Agrigento), che dà vita a personaggi suoi contemporanei che indossano delle maschere per farsi accettare dalla società in cui vivono.
Esiste un professore perbenista che si vanta della sua morale ma che però ha una relazione con una donna sposata ed interpreta il ruolo dell'Uomo.
La donna sposata che consuma una relazione adultera con il professore che non è suo marito e per di più già madre di un ragazzino, indossa la maschera della Virtù, perché secondo i due amanti, davanti agli altri bisogna apparire come gli altri vogliono che si appare, quindi lui professore integerrimo, lei donna, sposata, madre, fedele al marito nonostante la sua assenza e il disinteresse totale.
Ed infine il marito interpreta la Bestia, un comandante di Marina che condivide poco l'ambiente familiare perché sempre imbarcato e soprattutto perché ha una relazione con un'altra donna, in un altro porto ed è padre di altri ben quattro figli.
Le premesse ci sono tutte per pensare alla stesura di una tragedia familiare, ma la penna di Pirandello riesce a trovare l'ironia assurda del controsenso, della vera realtà.
Al teatro De Servi di Roma , ieri sera, è andata in scena la prima della commedia Pirandelliana.
Il cast affiatato fa ridere il pubblico più volte interpretando in pieno e con fervore il testo.
Si ride, si riflette, si pensa, si tira un sospiro di sollievo per il lieto fine, sempre con un retrogusto amaro.
La scenografia è essenziale e la colonna sonora è affidata a dei deliziosi stacchetti musicali che scaglionano il susseguirsi dei tre atti.
La regia è affidata a Luca Ferrini e il cast è composto da Alessandra Mortelliti, Luca Ferrini, Marco Cavallaro, Paolo Roca Rey, Chiara Del Francia, Antonia Di Francesco, Denis Persichini e Ludovico Colonna.
Il teatro De Servi di Roma mette inscena Pirandello fino a domenica 4 febbraio.