Sono più di 3,6 milioni gli italiani che hanno dichiarato di possedere le criptovalute, a conferma di un mercato nascosto che, nonostante gli stop degli ultimi anni, è riuscito comunque a ritagliarsi il suo spazio e a proporsi come spazio di investimento.
Lo dice la ricerca condotta dall’Osservatorio Blockchain and Web3 della School of Management del Politecnico di Milano, in grado di fornire una panoramica precisa dello stato di salute delle cripto e delle blockchain nel nostro Paese. Il primo dato, come si legge su Fortune Italia, è quello degli utenti che usano questo tipo di monete per i pagamenti online e nelle piattaforme di scambio, pari a un terzo del totale, mentre il 17% li usa in acquisti diretti. I progetti blockchain, a livello globale, sono aumentati del 19% e sebbene questo sia un dato in calo, il mercato italiano si ritaglia comunque 38 milioni di euro di giro d’affari, un introito che arriva soprattutto da settori in espansione come quello dell’agrifood oppure il finanziario e l’assicurativo.
A confermare la crescita delle criptovalute c’è anche il loro utilizzo in nuovi ambienti e settori, all’apparenza molto lontani da esse. Il caso più eclatante è quello dell’iGaming, con piattaforme di gioco che offrono ai loro utenti cosiddetti Crypto Gaming Token, ovvero giochi che utilizzano le criptovalute per integrare nuove modalità di gioco tramite il meccanismo del Pay To Earn. Il sistema è questo: il gioco è dotato di una specie di tassa di ingresso, che viene rimborsata nel corso del gioco, in un’esperienza ludica che non è solo divertente ma anche remunerativa.
I Crypto Gaming Token si associando quindi ad un’altra tipologia di gioco legata alla blockchain, stiamo parlando dei Provably Fair. Si tratta di gioco regolati da algoritmi di codice aperto e tecniche crittografiche, che sono in grado di controllare e confermare che i risultati di ogni sessione di gioco siano autentici e casuali. In questo modo i giocatori possono verificare direttamente l’equità della partita, un’opzione che genera un clima di fiducia ma anche di sicurezza tra operatori di gioco e utenti.
Come si spiega, però, questa crescita? Secondo il Direttore dell’Osservatorio Blockchain, Giacomo Vella, la situazione attuale è figlia di un quadro regolamentare sempre più definito, chiaro e in grado di guidare il settore verso il futuro. In Europa, ad oggi, esistono oltre 1.300 operatori in valute virtuali, di cui 131 in Italia. Anche le banche guardano con interesse a questo segmento: solo 94 infatti gli istituti che stanno esaminando le CBDC, Central Bank Digital Currencies, ovvero monete digitali che sono garantite dalla Banca che le emette, gestendone così il valore diretto.
Un mercato in continua espansione, insomma, che adesso si appresta a vivere una delle pagine più importanti della sua storia. Il 2024 infatti può essere l’anno della svolta per le criptovalute. Serve confermare l’evoluzione che si è mostrata fino a questo momento.