Russia, contro sanzioni blocco spazio aereo

Medvedev: risposta asimmetrica

Gianluca Vivacqua
15/09/2014
Dal Mondo
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“La guerra delle sanzioni non porta alla pace in Ucraina, bensì rischia di minacciare il sistema di sicurezza globale.” Con queste parole il premier russo Dmitrij Medvedev l'8 settembre ha legittimato la (possibilissima) adozione di contromisure da parte del Cremlino alle nuove sanzioni che l’Ue si appresta a comminargli. Segno che Mosca non crede che il cessate il fuoco in Ucraina di cui si è fatta promotrice negli ultimi giorni (firmato il 5 settembre e scattato ventiquattr’ore dopo) possa costituire un merito tale, agli occhi dell’Unione Europea, da evitarle altri provvedimenti restrittivi di cui a Bruxelles si parla ormai da un po’, e sui quali Obama soffia il mantice. Con tutta probabilità si continuerà sulla scia delle misure già attuate nella scorsa primavera: congelamento dei conti di aziende energetiche e uomini d’affari russi nei paesi Ue.
Intervistato dal quotidiano Vedomosti, Medvedev ha usato l’aggettivo “asimmetrico”, come a dire trasversale: la risposta russa sarà commisurata al tipo di limitazioni che dovrà subire così da danneggiare i paesi sanzionanti in modo equivalente nella sostanza, ma non conforme nella modalità. Tra le controsanzioni allo studio la chiusura dello spazio aereo russo alle compagnie occidentali. Il ministro degli Esteri Lavrov, intanto, promette che l’applicazione di nuove restrizioni alla Russia avrà come effetto un sicuro aumento dei prezzi dell’energia in Europa.
Torna a farsi sentire sullo scenario internazionale la voce di Silvio Berlusconi, ex premier ma non certo ex amico di Putin. La sua critica è rivolta tanto alla Nato quanto all’UE: “Atteggiamento ridicolmente e irresponsabilmente sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, che non può non difendere i cittadini ucraini di origine russa che considera suoi fratelli”.    

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