Marò, nuove accuse da stampa indiana

Intanto la Corte Suprema rimanda al 12 settembre la discussione sul rimpatrio di Latorre

Gianluca Vivacqua
09/09/2014
Dal Mondo
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Indietro marò. Di un altro passo ancora.  Anzi di due. Lunedì 8 settembre è tornata ad infuriare la campagna di demonizzazione dei due fucilieri italiani da parte dei media indiani mentre la Corte Suprema di New Delhi, per il momento, ha deciso di non decidere sulla richiesta di rimpatrio di Latorre, richiesta presentata dai suoi avvocati e motivata dalle condizioni di salute dell’uomo. In modo pilatesco, i magistrati del massimo organo giudiziario indiano hanno preferito passare la palla al governo col pretesto di chiedere una consultazione, e hanno aggiornato l’udienza al 12 settembre. Nell’immediato, comunque, una piccola buona notizia per Latorre c’è: almeno per due settimane sarà sollevato dall’obbligo di firma presso il commissariato di polizia.
Intanto, dall’Hindustan Times arriva una nuova spruzzata di fango sui poveri ufficiali: c’è un nuovo retroscena che non promette assolutamente bene per loro. E che la testata indiana scritta in lingua inglese pubblica riportando come fonte nientemeno che il ministero degli Interni. Latorre e Girone, si legge sull’Hindustan, “con molta probabilità cercarono di trovare una copertura al loro crimine costringendo il capitano della petroliera Enrica Lexie (la nave a bordo della quale i marò erano in servizio, ndr) a inviare alle organizzazioni internazionali di sicurezza marittima un rapporto costruito sulla tesi secondo cui i pescatori erano armati e per questo gli ufficiali decisero di sparare a morte”. 

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