Palio dell’Assunta: vince la Civetta

Vince un fantino navigato (Brio) su un cavallo esordiente (Occolè)

Gianluca Vivacqua
17/08/2014
Costume e società
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Fumata nera per il cappotto anche nell’edizione 2014 del Palio di Siena: l’en plein del ’97 della Giraffa, capace di vincere carriera di Provenzano e carriera dell’Assunta, resta ancora l’ultimo nella storia della tradizionale gara ippica. Niente da fare per l’ambizioso Drago, vincitore del 2 luglio, ben accreditato alla vigilia col cavallo Morosita Prima e il fantino Salasso, anche alla luce dell’affermazione nella “provaccia”, ossia l’ultima prova (la sesta) in vista dell’appuntamento dell’Assunta. In realtà il Drago non è mai entrato in corsa: quanto sarà stato rimpianto Oppio, il trionfatore di Provenzano, che qualcuno ha pensato (male) di rimpiazzare con l’equino il cui nome è legato al successo dell’Onda nel palio dell’Assunta del 2013? Così, in una gara orfana di una delle grandi big, la Giraffa (cioè la detentrice dell’ultimo cappotto, come si è detto), fuori causa per un infortunio del suo cavallo, e caratterizzata da altri forfait importanti (Oca, Onda, Torre, Tartuca, Istrice, Nicchio, Lupa), era scritto che la gloria dovesse e potesse andare ad una contrada in cerca di rilancio.
Ai nastri di avvio (cioè davanti al canape, come si direbbe nel gergo del Palio) si schierano, al momento della chiama del mossiere (lo starter, per intenderci), cavalli e fantini di Valdimontone, Civetta, Drago, Leocorno, Bruco, Aquila, Pantera, Chiocciola e Selva (quest’ultima in posizione arretrata, cioè, come si dice, in rincorsa). La prima partenza, invalidata per un errore tecnico, vede il Valdimontone, col suo fantino Brigante di rosa vestito, prodursi in un impetuoso quanto inutile sforzo per cercare lo scatto bruciante. Alla partenza vera, il Valdimontone ha l’energia per ripetersi, ma una sfortunata caduta di Brigante, alla fine del primo giro, consente al fantino dell’Aquila, Tremendo, e al suo cavallo Lo Specialista di balzare in testa alla corsa e di rimanervi per almeno due giri buoni. Ma quando già tutti i supporters di quella contrada pregustavano una vittoria attesa dal 1992, Occolè, il cavallo esordiente della Civetta che, guidato da Brio,  vecchia volpe di questa competizione, era rimasto incollato ai garretti dello Specialista fin dall’inizio, compie il sorpasso decisivo all’alba del terzo giro e trova, così, una vittoria di rapina.
Dopo cinque anni, la Civetta riassapora il successo nel Palio col fantino artefice del suo ultimo successo, quell’Andrea Mari in arte Brio che si è confermato mago della pista di piazza del Campo anche con un cavallo alla sua prima apparizione nella corsa. Dalle 20.00 di sabato 16 agosto la contrada con la chiesa di Sant’Antonio da Padova ha un nuovo idolo con le froge: le gesta di Istriceddu, ieri protagonista non pervenuto con i colori della Selva, sono già passato remoto.

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