Il vero volto di San Lorenzo

Non solo stelle cadenti

Gianluca Vivacqua
10/08/2014
Costume e società
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Il giorno di San Lorenzo arriva ogni anno allo zenit dell’estate, e ne rappresenta il volto più romantico, più misterioso. Ma che cosa sappiamo veramente del 10 agosto, oltre l’immagine del cielo notturno che ci costringe a stare col naso all’insù? Facciamo un viaggio in questo giorno che Giovanni Pascoli avrebbe volentieri cancellato dal calendario, alla luce della tragedia familiare, a tutti  nota, che ha segnato la sua vita (parliamo naturalmente dell’omicidio del padre, Ruggero, perpetrato nel 1867). Cominciamo dal santo a cui è dedicato. San Lorenzo martire, originario della Spagna e compagno di studi del futuro papa Sisto II, era arcidiacono di Roma quando, nel 258, fu ucciso durante la persecuzione ordinata da Valeriano, si dice arso su una graticola. Era, appunto, il 10 agosto di quell’anno; sul sito della sua sepoltura sarebbe sorta, un secolo dopo, la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, a cui fa compagnia, dall’800, il cimitero monumentale del Verano.
Il martirio di san Lorenzo è dunque il primo evento storico notevole del giorno di San Lorenzo dall’inizio dell’era cristiana; in precedenza il 10 agosto era ricordato per la morte di Leonida I, re spartano, alle Termopili (480 a.C.). Siamo all’epoca delle guerre persiane: Leonida, potendo contare su soli settemila uomini (spartani più le truppe alleate) contro ben più preponderanti forze nemiche, circa due milioni di soldati, riuscì comunque, con valore e con maestria, a bloccare il passaggio ai nemici, e quindi la loro penetrazione in Grecia, per sei giorni di fila, infliggendo loro anche dure perdite. E fu solo per colpa del tradimento di un pastore che, il settimo giorno, si trovò accerchiato alle spalle dai Persiani: a quel punto il re, disperando della salvezza,  decise di far partire  i contingenti offerti dalle città alleate (sarebbero stati più utili, a suo parere, in battaglie future) e di resistere fino all’ultimo uomo con i suoi 300 spartiati, a cui si aggiungevano 900 iloti, 400 tebani  e 700 tespiesi. Morirono tutti, re compreso, ma con un eroismo che è diventato leggenda.
Proseguendo nella storia, il 10 agosto è legato anche alla scoperta portoghese del Madagascar (anno 1500);  alla partenza del viaggio di circumnavigazione terrestre di Magellano (1519); all’arresto di Luigi XVI, in piena Rivoluzione francese (1792); alla strage di Bronte (1860): i Mille di Garibaldi avanzavano in Sicilia e, nel paese siciliano del tuono e del pistacchio, una parte della popolazione si era rivoltata contro di loro. Allora Bixio, il luogotenente dell’eroe dei due mondi, pensò bene di sedare l’insurrezione con metodi marziali, facendo fucilare cinque presunti capi-rivolta.
Come non ricordare, poi, che il 10 agosto è anche il giorno in cui, nel 1893, nasce la Banca d’Italia, dalla fusione della Banca Nazionale del regno, della Banca nazionale di Toscana, della Banca Toscana di Credito e della Banca Romana appena liquidata. Ma è anche il giorno in cui, nel 1917, venne giustiziato dagli austriaci Nazario Sauro, uno degli eroi italiani della I guerra mondiale. Ed è sempre alla fine della prima decade agostana che, nel 1944, uomini delle Brigate Nere uccidono 15 partigiani e li appendono in piazza Loreto a Milano: è la cosiddetta “notte di san Lorenzo”, poi tema di un bel film con musiche di Nicola Piovani. Di quel gesto gli antifascisti si vendicheranno meno di un anno più tardi, appendendo allo stesso modo, nella stessa piazza, nientemeno che il cadavere dell’odiato duce Benito Mussolini. Corsi e ricorsi: il 10 agosto 1990, esattamente quattrocento settantuno anni dopo l’inizio dell’avventuroso periplo senza precedenti di Magellano, una sonda spaziale che porta il nome del portoghese tocca il pianeta Venere.
Insomma, non solo tante stelle (cadenti) nel cielo astronomico. Il 10 agosto è anche e soprattutto pieno di stelle nel cielo della storia. Eppure, complice il fuoco tenue di un falò o l’atmosfera di una gita notturna in barca, ne riduciamo l’importanza ad un fenomeno, quello delle Perseidi, che per giunta molti credenti considererebbero un fatto puramente simbolico. Seguendo certune tradizioni, infatti,  tendono ad associare i cosiddetti “fuochi di San Lorenzo” alle scintille prodotte dalla graticola su cui il corpo del santo si andava carbonizzando. Altro che desideri…       

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