Israele apre corridoio per civili a Gaza

Onu chiede cessate il fuoco

redazione
06/11/2023
Dal Mondo
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Le Forze della difesa israeliana (Idf) hanno annunciato l'apertura di un corridoio per i civili palestinesi che, dal nord della Striscia di Gaza, dovrebbero spostarsi al sud per ragioni di sicurezza. Lo ha annunciato in un tweet il portavoce di lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, precisando che il corridoio in Salah-al-Din Street sarà aperto oggi dalle 10 alle 14 ora locale. ''Per la vostra sicurezza, approfittate del tempo per spostarvi a sud oltre Wadi Gaza'', ha detto il colonnello israeliano, ribadendo l'appello dell'esercito israeliano affinché i civili si spostino a sud, dove le operazioni dell'Idf sono più limitate.

Il Times of Israel afferma che circa 800mila persone finora sono fuggite a sud della Striscia di Gaza, mentre molti hanno insistito per rimanere nel nord dell'enclave, notando problemi umanitari e attacchi aerei in corso anche nel sud.

I leader di 18 agenzie delle Nazioni Unite hanno rivolto un appello congiunto per la fine delle ostilità tra Israele e Hamas, ovvero ''un cessate il fuoco umanitario immediato'' a Gaza dove la situazione è ''orribile'' e ''inaccettabile''. ''Ora basta'' scrivono i vertici delle agenzie Onu, tra ci figurano l'Oms, il Wfp, l'Unicef, l'Ocha, oltre a Save the Children e Care international.

''Per quasi un mese il mondo ha osservato l'evolversi della situazione in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati, scioccato e inorridito dal numero vertiginoso di vite perse e dilaniate'', si legge nella dichiarazione congiunta. ''Tuttavia, l'orribile uccisione di un numero ancora maggiore di civili a Gaza è un oltraggio, così come lo è l'esclusione di 2,2 milioni di palestinesi da cibo, acqua, medicine, elettricità e carburante'', prosegue. Ricordando le 1.400 vittime israeliane di Hamas, la nota cita il ministero della Sanità di Gaza secondo il quale ''sono state uccise quasi 9.500 persone, tra cui 3.900 bambini e oltre 2.400 donne. Più di 23.000 feriti necessitano di cure immediate negli ospedali sovraccarichi''.

Insomma, scrivono le agenzie Onu, ''un'intera popolazione è assediata e sotto attacco, privata dell'accesso ai beni essenziali per la sopravvivenza, bombardata nelle proprie case, rifugi, ospedali e luoghi di culto. Questo è inaccettabile''.

(fonte Adn Kronos)

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