Alejandro Sabella, 60 anni, l’eterno vice di Passarella che, nell’agosto 2011, aveva raccolto l’eredità di Batista sulla panchina della Selección, ha deciso di lasciare la guida degli albicelesti, dopo un Mondiale disputato egregiamente.
L’esperienza quadriennale da ct della nazionale del suo Paese è, fino ad oggi, il punto più altro della sua non lunga carriera da allenatore in prima, il cui inizio precede di soli due anni l’incarico federale: il curriculum del post-Passarella, infatti, parla di un biennio, il 2009-11, alla guida dell’Estudiantes, che di certo non si può definire un periodo di transizione. Il primo anno, infatti, fu centrata la conquista della Coppa Libertadores (l’equivalente sudamericano della Champions League), il secondo la vittoria nel Torneo di Apertura (in Argentina come in altri paesi sudamericani il girone di andata e il girone di ritorno di un campionato non sono due capitoli dello stesso torneo, bensì due tornei a sé).
Dunque, Sabella lascia Messi & c. per tornare a rituffarsi, forse, nei panni di allenatore di club. Chi ne raccoglierà il testimone? A dar credito ad Olè, una delle testate sportive più autorevoli del Paese, all’orizzonte ci sarebbe un cavallo di ritorno, quel José Pekerman artefice della Colombia dei miracoli del mondiale brasileiro ultimo trascorso e già coach albiceleste dal 2004 al 2006. Se lo ricordano bene gli epurati eccellenti di Germania 2006: Verón, Zanetti, Samuel, Demichelis. Pekerman decise di varare una Nazionale alleggerita dei veterani (ma l’astro di Messi non era ancora sbocciato), ma i risultati non premiarono la sua squadra: si fermò ai quarti, infrangendosi contro lo scoglio dei tedeschi padroni di casa. Così Pekerman, un po’ come Sabella, si dimise per propria scelta, e non perché avesse ricevuto pressioni dalla Federazione. Tuttavia non è il suo il primo nome nel toto-allenatori per la panchina albiceleste: il candidato n. 1 sembra essere infatti Gerardo Martino detto El Tata (il saggio), considerato un mago in Paraguay, dove ha vinto ben quattro titoli nazionali tra il 2002 e il 2004 (considerato che anche lì ci sono i tornei di Apertura e Clausura). Terza ipotesi è quella di Diego Simeone, che ai recentissimi trionfi con l’Atlético Madrid può affiancare lo scudetto “invernale” argentino ottenuto con l’Estudiantes nel 2006.