Telegramma: quando si può (ancora) utilizzare e come inviarlo

30/10/2023
Attualità
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Il telegramma è un sistema di comunicazione che consente l'invio di brevi contenuti di testo; è stato messo a punto nella prima metà dell'Ottocento e, nonostante lo sviluppo di tecnologie più sofisticate ed efficaci, trova ancora oggi diversi contesti di utilizzo. Nella maggior parte dei casi si fa ricorso all'invio di un telegramma in poche, selezionate circostanze come, ad esempio, matrimoni, funerali, sedute di laurea, anniversari e simili. Il servizio consente di raggiungere destinatari che risiedono all'estero e dei quali si conosce soltanto l'indirizzo di residenza; è il caso di parenti e affini che vivono lontano e con i quali si hanno pochi contatti. In realtà, il telegramma - avendo anche un valore legale ben definito - è rimasto piuttosto diffuso in diversi ambiti anche nel nuovo Millennio.

Come inviare un telegramma

Esistono diversi modi per effettuare l'invio di un telegramma:

  • presso gli sportelli di un qualsiasi ufficio postale. Recandosi in posta di persona, è sufficiente richiedere l'apposito modulo per telegrammi oppure dettando il testo all'operatore incaricato. Per completare l'operazione è necessario versare la tariffa dovuta, che dipende dal numero di parole di cui si compone il testo e il luogo di destinazione dell'invio;
  • via telefono chiamando il 186, da rete fissa o mobile. L'utente può dettare il contenuto del telegramma mentre il pagamento del servizio avviene tramite addebito da parte dell'operatore telefonico in bolletta oppure scalando la somma dal credito residuo presente sulla SIM prepagata TIM;
  • online sul sito ufficiale di Poste Italiane; accedendo alla sezione personale con il proprio SPID, è possibile usufruire dell'apposito tool, che include un campo di testo, dove aggiungere il contenuto del telegramma o un messaggio preformattato (diverso a seconda dell'occasione); questa modalità di invio è disponibile anche tramite app e consente di allegare documenti o file in formato digitale. I tempi di consegna variano tra le 24 e le 48 ore, a seconda degli orari di esercizio del servizio postale del paese di ricezione (per invii all'estero);
  • online tramite portali specializzati; vi sono siti come, ad esempio, Ivisura, che offrono un servizio di intermediazione che permette all'utente di approntare l'invio del telegramma senza accedere al sito di Poste Italiane (che comunque gestisce il servizio di consegna).

Gli usi moderni del telegramma

Il servizio, in virtù dell'avvento dei sistemi di comunicazione digitali, è diventato sostanzialmente obselto e in larga parte superato, in special modo dalla posta elettronica. Ciò nonostante, fino a poco tempo fa, i telegrammi erano ancora uno dei mezzi di comunicazione utilizzati da alcuni organi di Governo per convocare o informare Deputati e Senatori in occasioni particolari; anche gli uffici scolastici, ad esempio, fanno talvolta ancora uso del telegramma, utilizzando il servizio tramite telefono; in generale, però, anche in tal caso, il ricorso a sistemi digitalizzati (e-mail o PEC) è nettamente prevalente. L'ambito privato resta quindi quello dove l'utilizzo del telegramma è più comune, pur limitato ad eventi di un qualche rilievo, soprattutto tra gli utenti meno giovani che non hanno molta dimestichezza con tecnologie di comunicazione più moderne.

Il valore legale del telegramma

L'utilizzo del telegramma da parte di alcune amministrazioni pubbliche, nonché degli organi di Governo, è dovuto al valore legale riconosciuto a tale mezzo di comunicazione. L'articolo 2705 del Codice Civile stabilisce che "il telegramma ha l'efficacia probatoria della scrittura privata, se l'originale consegnato all'ufficio di partenza è sottoscritto dal mittente, ovvero se è stato consegnato o fatto consegnare dal mittente medesimo, anche senza sottoscriverlo". La norma prevede, inoltre, che la sottoscrizione può essere autenticata da un notaio; il dispositivo sancisce anche che "se l'identità della persona che ha sottoscritto l'originale del telegramma è stata accertata nei modi stabiliti dai regolamenti è ammessa la prova contraria. Il mittente può fare indicare nel telegramma se l'originale è stato firmato con o senza autenticazione".

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