Pur all'interno di un contesto - quello europeo - segnato da diverse difficoltà, il mercato degli pneumatici in Italia lascia intravedere segnali incoraggianti per il futuro; merito principalmente dell'innovazione tecnologica e, più in generale, della crescente integrazione in atto tra canali di vendita fisici e digitali.
Se è vero, da un lato, che buona parte degli automobilisti sembra ancora prediligere sempre e comunque il rivenditore di fiducia, dall'altro cresce il numero di coloro i quali fanno ricerche in rete prima di fare acquisti oppure si informano presso i retailer prima di rivolgersi ad un shop online specializzato come, ad esempio, www.euroimportpneumatici.com. In altre parole, la netta suddivisione tra online e offline è diventata progressivamente più sfumata, ed entrambe le opzioni ora possono contribuire in maniera sostanziale al processo decisionale propedeutico all'acquisto. Benché il numero di unità vendute sia leggermente in calo, in linea con l'andamento che ha caratterizzato il mercato continentale negli ultimi 18 mesi, aumenta il fatturato complessivo, principalmente per effetto dell'inflazione.
Fatturato in aumento
Secondo i dati elaborati da GFK, prestigioso istituto di ricerca tedesco, nel 2022 sono stati venduti in Italia 19,7 milioni di pneumatici da parte dei gommisti specializzati; il dato è leggermente inferiore rispetto a quello del 2021 (-0,4%) mentre il fatturato ha sfiorato i 2 miliardi e mezzo di euro, a fronte di una crescita del 12% rispetto all'anno precedente. Nel corso del 2022, il prezzo medio delle gomme auto di ricambio (incluso di IVA ma non di montaggio) si è attestato sui 120 euro, a riprova degli evidenti effetti dell'inflazione sull'economia del settore.
Questa doppia tendenza sembra confermarsi anche per l'anno in corso: tra gennaio e maggio sono stati venduti 7 milioni di pneumatici, una quota inferiore a quella registrata nello stesso periodo del 2022; per converso, cresce ancora il fatturato, che si attesta poco sotto il miliardo di euro. Il dato è dovuto in buona parte anche al continuo aumento del prezzo medio delle unità vendute, che passa da 120 a 126 euro.
Bene le 4 stagioni e i grandi formati, cresce il tasso di innovazione
Il mercato degli pneumatici di ricambio risente anche di svariati fattori, a cominciare dall'evoluzione del mercato automobilistico. La crescita dilagante del segmento SUV e, più in generale, dei modelli di grandi dimensioni, si riflette nelle buone performance di vendita degli pneumatici di diametro pari o superiore ai 18'' mentre le coperture di dimensioni inferiori sono in calo. Le '4 stagioni', come confermato anche dagli ultimi dai ETRMA relativi al mercato europeo, si confermano come il segmento merceologico più in salute; negli ultimi anni, infatti, le 'all season' hanno guadagnato eroso la quota degli pneumatici estivi, che continuano a far fatica.
I motivi alla base di questo trend sono diversi; da un lato, va tenuto conto come la normativa italiana limiti fortemente l'utilizzo delle coperture stagionali per il solo uso estivo mentre consenta di circolare tutto l'anno con le gomme invernali o le '4 stagioni', purché rechino la marcatura M+S. Pertanto, anche in considerazione dell'aumento del costo medio degli pneumatici, non stupisce come gli automobilisti preferiscano acquistare e gestire un solo treno di gomme anziché due, riducendo anche i costi di manutenzione (rimessaggio stagionale, sostituzione in officina). All'aspetto economico si salda quello climatico ambientale; la crescente instabilità metereologica spinge gli utenti a prediligere coperture versatili, in grado di garantire prestazioni adeguate anche in condizioni di guida molto diverse o che mutano rapidamente.
I dati GFK evidenziano, inoltre, una spiccata tendenza all'innovazione; quasi la metà delle gomme di ricambio nuove, infatti, è piuttosto recente, in quanto si tratta di modelli commercializzati negli ultimi quattro anni. Anche da questo punto di vista, i dati migliori riguardano le '4 stagioni', con una percentuale che si aggira attorno al 60%.