Confindustria gela Renzi: 'La ripresa? Ma dov'è?'

'Il buco nero della crescita mondiale è rappresentato dall'Eurozona'

24/07/2014
Attualità
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L'Italia "era in crisi prima della crisi e continua a esserlo. Gli ultimi dati confermano le stime Csc di dinamica piatta del Pil nel 2014".

E' l'allarme lanciato da Confindustria. Secondo 'Congiuntura Flash', "l'attenzione, ora, è rivolta al 2015, il cui risultato va costruito nella seconda metà di quest'anno. Partendo da fermi", avverte il Centro studi di viale dell'Astronomia, "l'impresa è più difficile, ma non impossibile se si agisce in prima battuta sul credito, sulla competitività e sugli investimenti pubblici. E se si lavora con ancor più lena sui molti fronti delle riforme, per restituire fiducia alle famiglie e alle imprese".

Per il Csc, "il buco nero della crescita mondiale è rappresentato dall'Eurozona, dove i divari nelle performance sono sempre meno sostenibili e la lista dei paesi che stentano a ritrovare il rilancio va ben oltre i soliti noti".

Sul fronte del mercato del lavoro, "appare essersi arrestato il deterioramento del mercato del lavoro italiano, al di là delle fluttuazioni mensili". Secondo Confindustria, "il numero di persone occupate in Italia è rimasto pressoché stabile nei primi due mesi dell'anno e ha oscillato nei tre successivi: +91mila unità in marzo, -87mila in aprile e +52mila in maggio. Il tasso di disoccupazione in maggio si e' attestato al 12,6%, sui livelli dell'autunno scorso (12,5% in settembre)". Migliorano le aspettative delle imprese sull'occupazione per il trimestre in corso. Rimangono pero' negative e riflettono una forte incertezza sulle prospettive economiche (saldo delle risposte a -2,0 da -5,5). Il numero dei lavoratori interinali, dopo la diminuzione dei primi mesi del 2014, risale lentamente (+0,3% la media aprile- maggio sul trimestre precedente). Il suo andamento, rileva il Csc, di solito anticipa quello dell'occupazione totale. La ripartenza degli occupati, tuttavia, sarà frenata dall'utilizzo ancora alto della Cig (pari a 350mila le unita' di lavoro coinvolte nel secondo trimestre, stabili rispetto al primo) e dai processi di ristrutturazione ancora in atto.

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