Albert Einstein, uno dei più grandi scienziati del XX secolo, lasciò la Germania nazista il 17 ottobre 1933 per emigrare negli Stati Uniti d'America.
La sua fuga fu motivata dalle sue origini ebraiche e dall'aumento dell'antisemitismo in Germania dopo l'ascesa al potere di Adolf Hitler.
Einstein era stato professore all'Università di Berlino e aveva una reputazione internazionale come fisico teorico. Tuttavia, le leggi razziali introdotte dal regime nazista fecero sì che Einstein fosse licenziato dalla sua posizione e gli furono negate tutte le opportunità di ricerca in Germania. Fortunatamente, Einstein ricevette un'offerta di lavoro presso l'Institute for Advanced Study a Princeton, nel New Jersey, negli Stati Uniti. Accettò l'offerta e lasciò la Germania insieme alla sua seconda moglie Elsa Einstein.
Si stabilì negli Stati Uniti e acquisì la cittadinanza americana nel 1940. Negli anni successivi, Einstein continuò le sue ricerche scientifiche e divenne una figura influente nell'ambito scientifico americano.
Contribuì allo sviluppo della bomba atomica attraverso il suo coinvolgimento nel Progetto Manhattan durante la Seconda Guerra Mondiale, ma successivamente si schierò contro l'uso delle armi nucleari.
Albert Einstein trascorse il resto della sua vita negli Stati Uniti, lavorando come professore e cercando di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni. Morì il 18 aprile 1955 a Princeton, all'età di 76 anni.