Sono almeno 12 i giornalisti uccisi e 8 quelli feriti negli otto giorni di guerra tra Israele e Hamas. Lo ha denunciato il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), secondo cui si contano anche due reporter dispersi.
Le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato in Cisgiordania 330 palestinesi ricercati, tra cui 190 sospetti affiliati a Hamas, dallo scorso 7 ottobre, giorno dell'attacco nei kibbutz meridionali dello Stato ebraico. Lo ha annunciato l'esercito di Tel Aviv, precisando che la notte scorsa sono stati arrestati 33 membri di Hamas.
Sale ancora il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza dopo le operazioni israeliane seguite all'attacco di Hamas del 7 ottobre. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, sotto il controllo di Hamas, si contano finora almeno 2.329 morti e 9.042 feriti.
Intanto la diplomazia è al lavoro per evitare che il conflitto si allarghi. Il segretario di Stato americano Antony Blinken tornerà domani in Israele per incontrare il premier Benyamin Netanyahu, ha annunciato il portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller. Il capo della diplomazia di Washington si trova oggi al Cairo, sesta tappa di una missione che da giovedì lo ha portato in Israele, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati arabi uniti.
Tuttavia gli Stati Uniti temono un'escalation della guerra tra Israele e Hamas e la prospettiva di un coinvolgimento diretto dell'Iran. Parlando alla Cbs, il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan ha parlato della possibilità di un nuovo fronte di battaglia al confine tra Israele e Libano e ha aggiunto: "Non possiamo escludere che l'Iran scelga di impegnarsi direttamente in qualche modo. Dobbiamo prepararci ad ogni possibile eventualità. È un rischio di cui siamo consapevoli fin dall'inizio del conflitto".
"È per questo - ha spiegato Sullivan - che il presidente ha agito in modo così rapido e deciso per spostare una portaerei nel Mediterraneo orientale, per avere aerei nel Golfo, perché ha inviato un messaggio molto chiaro a qualsiasi Stato o entità che cercasse di approfittare di questa situazione".
Sullivan ha poi reso noto essere stato informato da rappresentanti del governo israeliano che il flusso di acqua verso Gaza sud è stato ripristinato. "Questa mattina i miei colleghi israeliani, mi hanno detto che hanno riaperto gli acquedotti nel sud di Gaza". L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, Unrwa, aveva denunciato ieri che gli oltre due milioni di abitanti della Striscia di Gaza si trovano in una situazione di “vita o di morte” a causa della mancanza d’acqua.
(fonte Adn Kronos)