Gli amici si scelgono in base alle somiglianze genetiche

Innovazione nel concetto di amicizia

Desirè Sara Serventi
16/07/2014
Salute e alimentazione
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Se i parenti non si scelgono fortunatamente gli amici si. Frase che viene usata da tante persone per indicare che quando si parla di parentela gioca un ruolo importante sicuramente la fortuna visto che le battute sui familiari sono sempre dietro l’angolo. Allora quali caratteristiche devono avere gli amici per suscitare nelle persone quell’inspiegabile affinità? La spiegazione arriva direttamente dagli States. Secondo una ricerca condotta dalle università americane di San Diego e Yale e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, indica che gli amici che si scelgono, pur senza avere nessun legame biologico, si somigliano geneticamente. I due coordinatori dello studio James Fowler e Nicholas Christakis spiegano che “ analizzando l’intero genoma si è scoperto che in media siamo geneticamente simili ai nostri amici”. In pratica è come se si dovessero trovare dei lontani parenti, con la differenza che questi però vengono scelti. Scelta voluta quindi e non subita. Gli studiosi hanno addirittura sviluppato un punteggio dell’amicizia per prevedere chi sarà amico con lo stesso livello di sicurezza con cui gli scienziati normalmente prevedono, sulla base dei geni, il rischio di obesità o schizofrenia. Lo studio quindi porta un’innovazione del concetto di amicizia. Ecco allora spiegato, perché, con certi soggetti si lega di più e con altri si ha un’avversione nell’intraprendere qualsiasi rapporto di amicizia, considerando che spesso ci si giustifica dicendo che non c’è alcun interesse in comune. Occhi puntati quindi verso il genoma. A questo punto, se il genoma è il responsabile di quest’affinità, nel momento in cui iniziano le incomprensioni e i litigi, il dito va puntato a qualche mutazione a carico del patrimonio genetico?

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