La Santa Sede sta avanzando una richiesta di risarcimento pari a 138 milioni di euro per il danno d'immagine subito in seguito allo scandalo legato al palazzo londinese. L'avvocato Paola Severino, ex ministro della giustizia nel governo Monti e ora legale di parte civile della Segreteria di Stato e Apsa, ha annunciato questa richiesta in relazione al processo in corso in Vaticano riguardante gli investimenti finanziari della Santa Sede nella City di Londra.
La cifra del risarcimento è stata calcolata sulla base di una perizia effettuata da esperti, che hanno quantificato il danno d'immagine subito dalla Santa Sede. Questa richiesta di risarcimento sarà presentata agli imputati coinvolti nel processo, che è iniziato nel luglio del 2021. La Santa Sede sostiene di essere stata vittima della condotta spregiudicata di coloro che hanno gestito investimenti rischiosi, mettendo a repentaglio gli interessi della Chiesa.
Tra gli imputati destinatari di questa richiesta di risarcimento figura il cardinale Giovanni Angelo Becciu, già sostituto e poi prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Becciu fu rimosso dall'incarico in seguito alle accuse di peculato e altri illeciti finanziari e ha anche perso i diritti cardinalizi, sebbene sia rimasto membro del Sacro Collegio. Becciu è stato successivamente rinviato a giudizio insieme ad altre nove persone, ma ha sempre sostenuto la sua innocenza.
Il processo, che è in corso, ha visto il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, chiedere condanne per i dieci imputati. Per Becciu, è stata richiesta una pena di 7 anni e 3 mesi di reclusione, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e una multa di 10.329 euro. Anche gli altri imputati affrontano richieste di condanna variabili.
Il processo continua con nuove udienze, e sarà interessante vedere come si svilupperà la richiesta di risarcimento da parte del Vaticano e la sua implicazione nei confronti degli imputati. Becciu ha costantemente sostenuto la sua innocenza e il suo team legale ha contestato le richieste di condanna, sostenendo che solo l'assoluzione completa riflette chiaramente l'assoluta innocenza del cardinale.