Spuntano scenari inediti sull'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate uccisa circa quattro anni fa. Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino, ha deciso di interrompere il suo silenzio e dal carcere grida la sua innocenza: "Su Yara c'era il mio Dna perché perdo sangue, soffro di epistassi - si legge sulle pagine di Repubblica - Se il Dna è mio, ma io non c’entro, può darsi - prosegue Bossetti - che qualcuno abbia usato i miei attrezzi o si sia sporcato sul cantiere".
"Mio marito - commenta la moglie di Bossetti - soffre di epistassi fin da quando era giovane. L’ultimo episodio, uno o due mesi fa e mi raccontava che gli capitava anche al lavoro".