La 'Caporetto dell'Italia': azzurri fuori dai Mondiali e Prandelli e Abete salutano

Fallimentare la spedizione azzurra in Brasile

25/06/2014
Sport
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Senza Mondiale, senza ct, senza presidente federale. Finisce così ed è terribilmente giusto. Abbiamo memoria di spedizioni gestite male, per riconoscenza verso vecchi reduci, o per logiche di partito, o per incapacità. Ma questa è forse la peggiore di tutte perchè questa Nazionale non era affatto da buttare in un mare di paura e confusione. Quello che è successo.

Finisce con una sconfitta e le dimissioni irrevocabili di Prandelli. Giusto, giustissimo così, perchè conta il risultato, certamente, ma pure il modo. Due sconfitte in tre partite, l'afa e un arbitro che di cognome fa Moreno come alibi di carta velina. Troppe scelte incomprensibili, figlie più della pressione che dell'improvvisazione e dell'incapacità, forse di gestirla. Prandelli ha finito per fare quello che l'opinione pubblica chiedeva: la difesa della Juventus (buona idea, ma con ritardo), Verratti a centrocampo (ma perché non c'era nell'orrore della partita con Costarica?), Immobile in attacco. Ma un conto è il campionato italiano un altro un palcoscenico mondiale che il bravissimo Ciro non conosce.

E alla fine, sull'onda emotiva che arrivava dall'Italia o forse dalle segrete dello spogliatoio, l'umiliazione di Balotelli, che sarà anche un mezzo fuoriclasse, ma era l'unico a poterti salvare la vita in mezzo al nulla totale. Inaffidabile, folle. Sarà allora sano di mente dracula Suarez che Tabarez difende a spada tratta. Giusto che Prandelli si dimetta. Ma non motivi questa elegante scelta con una opinione pubblica contraria. Contro di lui non c'è mai stata.

di Carlo Genta (Radio 24)

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