Una nuova frontiera nella cura al cancro: uno tsunami di luce contro i tumori, per colpirli in profondità

Massimiliano Musolino
03/09/2023
Scienza e Tecnologia
Condividi su:

Nelle scorse settimane, sulla rivista scientifica Nature Communications è stato pubblicato uno strumento totalmente nuovo, che apre una nuova frontiera nella cura al cancro. 

Attraverso l’utilizzo di onde luminose estreme, sarà possibile concentrare energia, in modo preciso e non-invasivo in tessuti tumorali profondi e distruggerli. È la prospettiva emersa, in seguito a uno studio lungo e intenso, compiuto da uno staff di ricercatori guidato da Claudio Conti (Sapienza Università di Roma),Massimiliano Papi (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Davide Pierangeli (Istituto dei sistemi complesso del Cnr-Isc). 

Da questo studio arriva una scoperta straordinaria: l’emergere di “tsunami ottici” all’interno dei tumori. Si tratta di onde luminose di estrema intensità che si formano all’interno del tessuto tumorale e possono essere impiegate come veicolo per trasmettere la luce laser in profonditàQuesta innovativa scoperta è stata verificata su campioni tridimensionali di tumore pancreatico, una delle neoplasie più insidiose, aprendo così un mondo di possibilità nel campo delle applicazioni biomediche.

Questa nuova metodologia potrebbe pertanto rivoluzionare la lotta al cancro e rappresentare una svolta significativa sul fronte delle terapie. Tuttavia, il percorso non è privo di sfide. Il team di ricercatori ha evidenziato che i tessuti biologici, nella maggior parte dei casi, agiscono come barriere ottiche, assorbendo la radiazione luminosa incidente e ostacolando quindi la possibilità di raggiungere obiettivi specifici all’interno del corpo. Questa limitazione ha fino ad ora ostacolato l’efficacia di trattamenti mirati per i tumori profondi.

Per Davide Pierangeli (Istituto dei sistemi complesso del Cnr-Isc), spiega ciò che il team ha rilevato: “Studiando la propagazione laser attraverso sferoidi tumorali, ci siamo accorti che all’interno di un mare di debole luce trasmessa c’erano dei modi ottici di intensità estrema. Queste onde estreme rappresentano una sorgente super-intensa di luce laser di dimensioni micrometriche all’interno della struttura tumorale. Possono essere utilizzate per attivare e manipolare sostanze biochimiche”. 

Claudio Conti, ricercatore della Sapienza, dichiara: “Il nostro studio ha dimostrato che queste onde luminose estreme, fino ad ora inosservate nelle strutture biologiche, possono trasportare spontaneamente energia attraverso i tessuti, aprendo la strada a nuove applicazioni nel campo biomedico”. 

Massimiliano Papi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore aggiunge: “Grazie a questo raggio laser estremo, sarebbe possibile eseguire esplorazioni e trattamenti non invasivi su specifiche regioni di un organo”. 

L’importante lavoro di questo team di ricercatori è in grado di offrire una speranza rinnovata ai pazienti affetti da tumori. Sebbene vi sia ancora molta strada da percorrere, questa ricerca, senza dubbio, rappresenta una luce brillante su un futuro più promettente nella battaglia contro il cancro.

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: