In Calabria Papa Francesco affonda la 'ndrangheta

"Quelli che non sono sulla strada del bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati"

Giancarlo Giannotti
22/06/2014
Attualità
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Più che parole, sono state pietre lanciate in faccia ai boss, quelle gridate ieri da Papa Francesco, durante la messa nella Piana di Sibari, in Calabria davanti a duecentomila persone, affascinate, entusiaste, quasi incredule per tanto coraggio.

Ora non ci sono più scuse: la condanna è inequivocabile, definitiva ed inappellabile. La mafia, sia pure nelle sue diverse accezioni, è il male. E il male è il male, punto e basta. Parole dure che speriamo abbiano fatto breccia nell'animo di quegli uomini che, acquattati nei vari gangli dello stato, spesso coprono e favoriscono il malaffare mafioso. Ci auguriamo anche che siano state recepite a pieno da quei vescovi trafficoni o preti raccatta voti.

"Torturare persone è un peccato mortale, è un peccato molto grave" ha tuonato.

E c'era bisogno che lo dicesse un Papa?

Come sono lontani  e risibili i saltelli di quel vescovo siciliano che in piazza, davanti ai suoi fedeli, starnazzava: "Chi non salta com me ...(pausa per riprendere fiato) ... mafioso è!" 

Papa Francesco, invece, che a credenti, a non credenti e a gente di altre confessioni, appare sempre più come un novello Salvatore, in grado di traghettare la cristianità, in questi momenti così burrascosi, verso lidi più sicuri, ieri non ha esitato a sentenziare: "Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati" e subito dopo ha aggiunto, "La 'ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no."

Parole che da un così alto pulpito non si erano mai sentite prima. Spazzano via certe comode e  strumentali interpretazioni di frasi evangeliche come: "Bisogna perdonare", "... amare i propri nemici", "non opporsi al male" ed altre ancora, utili a giustifciare ed a sminuire la gravità del fenomeno.

Papa Francesco è stato chiaro, anzi chiarissimo. "Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no".

 

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