Oggi si venera Santa Sabina

La nobile pagana che si convertì

Valentina Fornaro
29/08/2023
Arte e Cultura
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Sabina fu nobile, discendente da quei sabini del ratto romano. 

Di nobilissima origine, sposò giovanissima Valentino, senatore di Roma. Era il 130, e il papa era Telesforo. 

Nacque da una famiglia pagana, e per tutta l'adolescenza venerò gli dei di Roma. Solo dopo il matrimonio, quando conobbe Serafia, si iniziò ad interrogare sulla propria fede.

Serafia era un'ancella cristiana di Sabina che professava in segreto la sua fede. La matrona si accorse delle preghiere silenziose di Serafia, e chiese all'ancella di parlarle di questo suo Dio. La ragazza inizialmente temette di essere denunciata, ma negli occhi di Sabina vide solo una gentile curiosità: decise quindi di accontentarla. Serafia parlò e Sabina ascoltò le preghiere e la storia di Gesù. Le storie dei martiri e la vita del Maestro ispirarono la futura Santa, che non solo si convertì, ma iniziò a dedicarsi al servizio agli altri, alla carità e alla protezione dei più deboli.

Con grande dolore di Sabina, Serafia venne scoperta e condannata sotto la persecuzione di Adriano. Per questo, venne uccisa selvaggiamente.

Sabina, con gli occhi pieni di lacrime, raccolse il corpo della sua maestra e le dette una degna sepoltura. Non si curò di essere vista, e non si preoccupò neppure quando venne arrestata e portata al cospetto del giudice Elpidio.

Questi si stupì di trovarsi davanti alla nobile Sabina, tant'è che  le chiese conferma sulla sua identità. Sabina non mentì e non negò la sua nuova fede. Vani furono i tentativi del marito e di Elpidio, che volevano farle rinnegare il nuovo credo: Sabina decise di sacrificare la sua vita al martirio.

"Io sono Sabina, e rendo grazie al mio Signor Gesù Cristo, che per intercessione della sua serva Serafia, mi ha liberato dalla potestà del demoni"

Venne decapitata e sepolta di fianco all'amata Serafia.

Nel 425, un prete di nome Pietro fece erigere una chiesa dove le due Sante subirono il martirio: la Basilica dell'Aventino. Le loro reliquie si trovano adesso sotto l'altare maggiore della basilica.

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