Roccella: interverrò sul «controllo della fruizione del porno da parte dei minori»

La ministra della Famiglia ha dichiarato l’intenzione dopo lo stupro di gruppo a Palermo al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini

Alessio Di Florio
24/08/2023
Politica
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Lo stupro di Palermo sta scuotendo le coscienze in tutta Italia. L’efferata violenza di gruppo contro la ragazza vittima e quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche tra gli autori impongono doverose riflessioni. E agire sull’ondata di violenza maschile, dagli stupri ai femminicidi, che ogni anno sono numerosissime nella cronaca italiana.

Tra le intercettazioni pubblicate da diverse testate giornalistiche in una viene dichiarato che una violenza come quella perpetrata la settimana scorsa è stata vista «solo nei porno». La violenza crescente nelle pubblicazioni sulle piattaforme pornografiche, la facilità di accesso per ogni fascia d’età e la pubblicazione di video di stupri, abusi e violenze anche pedofile è al centro – come abbiamo riportato in un nostro articolo martedì  – di denunce e campagne di boicottaggio in vari Stati. In Francia il dibattito è arrivato anche in Parlamento. Sul tema è intervenuta anche la ministra della Famiglia Eugenia Roccella durante il meeting di Comunione e Liberazione in corso in questi giorni a Rimini. «C'è un problema proprio di una sfida educativa che dobbiamo vincere e che richiede forse anche altri strumenti, per esempio un intervento sul controllo nei confronti della fruizione da parte dei minori del porno» ha sottolineato l’esponente del governo Meloni. 

In teoria sarebbe vietato per i minori accedere a contenuti pornografici ma la realtà, come spesso accade, è ben diversa. Se decenni fa bastava un edicolante compiacente o un amico più grande per acquistare una qualsiasi rivista oggi i filtri sul web esistono spesso solo sulla carta. Tanti sono gli studi in varie parti del mondo che hanno documentato l’aumento del consumo e l’abbassamento dell’età del primo. Undici anni fa in Germania una ricerca evidenziò che il 93% degli adolescenti aveva già avuto accesso a materiale pornografico. Un’altra ricerca, più recente, della Middlesex University di Londra ha riportato che è realistica la stima che oltre il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 16 anni ha avuto accesso a piattaforme pornografiche. Secondo una ricerca del Journal of Communication del 2009 i maschi che hanno visto contenuti pornografici violenti – e i milioni di video pubblicati online di crimini, denunciati come abbiamo riportato l’anno scorso negli ultimi anni, rendono impossibile che non avvenga  – considerano «più accettabili» le violenze sessuali. 

 

L’orrore corre sul web

Online sono rintracciabili sulle piattaforme pornografiche milioni di video di violenze e abusi

https://www.notizienazionali.it/notizie/scienza-e-tecnologia/44642/l-orrore-corre-sul-web

 

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