Chi non conosce, almeno a grandi linee, la storia di Cleopatra? La bellissima regina egiziana del 70 a.C., la cui esistenza è provata da centinaia rotoli di papiro e altrettante iconografie, la donna che riuscì a far traballare l'impero Romano e che fu amante di Giulio Cesare e Marco Antonio?
La sua storia, documentatissima, è talmente straordinaria da non aver bisogno di essere romanzata: figlia del faraone Tolomeo XII, venne esiliata dal fratello, e nel tentativo di riprendersi il regno sedusse Caio Giulio Cesare. Con l'aiuto del Pontefice Maximum, detronizzò il faraone usurpatore e riconquistò il trono. Dopo la morte di Cesare, Cleopatra iniziò una relazione con Marco Antonio. A causa della loro unione (e dell'inimicizia tra Antonio e Ottaviano, allora Imperatore di Roma) la regina concesse all'amante le sue milizie per ribellarsi all'Impero. Il tentativo di rivolta fallì, e i due amanti, separati dalla guerra, si suicidarono. Cleopatra morì per il morso di un aspide.
Negli ultimi mesi, dopo più di 2020 anni dalla sua morte, la regina torna a far parlare di sé. La ragione: un nuovo film documentario, pubblicato su una famosa piattaforma di streaming, prodotto da Jada Pinkett Smith (per intenderci, la moglie di Will Smith). Il film parla della storia della regina, ovviamente romanzata a puntino come si è soliti fare, ma il motivo della polemica è l'etnia con cui si è deciso di rappresentare la regina: l'attrice che la interpreta è Adele James, attrice afroamericana.
A schierarsi contro la scelta artistica è stato lo stesso popolo egiziano. Ad Aprile, il capo del Concilio Supremo dell'Antichità Mustafa Waziri ha presentato un comunicato, in cui vengono esposti diversi studi a favore del fatto che la pelle della regina fosse caucasica, e le sue connotazioni tipiche elleniche. La famiglia di Cleopatra infatti discendeva dalla Macedonia, una regione greca. Ad ulteriore sostegno di questa tesi, le centinaia raffigurazioni iconografiche di Cleopatra. Il comunicato si conclude dicendo che il documentario è una "falsificazione della storia egiziana".
Ma è davvero importante che una regina vissuta tanti anni fa sia rappresentata fedelmente?
Secondo la piattaforma, no: "L'etnia di Cleopatra non è il focus della serie". E questo basterebbe a calmare le acque: è come se si volesse dire "abbiamo ingaggiato James per il ruolo perché all'audizione è stata la migliore". Eppure, non passano nemmeno due minuti (sigla inclusa) dall'inizio del docufilm che appare sullo schermo la professoressa Shelley P. Haley, non meglio specificata "studiosa di classici" dell'università di Hamilton. La professoressa asserisce che sua nonna (che per quanto possa essere stata anziana, non ha di certo visto la regina in carne ed ossa) era convinta che Cleopatra fosse nera, al di là di ciò che insegnano a scuola e ciò che dice la gente del suo stesso popolo.
Quindi è chiaro che l'etnia è in qualche modo centrale in questo docufilm. E' chiaro che l'intento è stato quello di mandare un messaggio: Cleopatra era africana, nonostante si sappia che discendesse dai macedoni.
Beninteso, non ci sarebbe niente di male se fosse stata nera, il problema è che non lo era, e che la produzione si definisce una DOCU-serie. E comunque, nemmeno i nord africani (libici, marocchini e egiziani) sono neri. Quello che sembra è che ci sia un tentativo sfrenato di inserire personaggi neri, eroici e di ispirazione all'interno dei film. Basti vedere l'attrice del nuovo reboot de "la Sirenetta", racconto del danese Andersen, ambientato nel mare del nord. Eppure nel film si vedono coralli, pesci tropicali, e, ovviamente, un'Ariel afroamericana. Ma la Sirenetta è un personaggio di fantasia, Cleopatra no.
Ormai il politically correct costringe tutti a camminare su un campo minato, e si è costretti ad inserire le cosiddette "minorities" in ogni film, che siano appartenenti alla categoria LGBTQ+ o, appunto, neri di carnagione.
Nel mondo però ci sono tante minoranze che vengono dimenticate. Per esempio, chi sente mai parlare dei polacchi? Ci ha provato Andrzej Sapkowski, nella saga di libri di Geralt di Rivia, adattati poi in uno stupendo videogioco, "The Witcher". I libri seguono la storia di uno stregone guerriero che, girando per un mondo fantastico, incontra i personaggi del folklore e della tradizione polacca. Bene, la stessa piattaforma che ha prodotto Cleopatra ha comprato i diritti sulla serie televisiva... e ci ha inserito attori afroamericani. Ma perché? I polacchi sono una minoranza ad Hollywood, nessuno parla mai dei polacchi!
Questa (per usare una terminologia cara ai giustizieri del PC) è appropriazione culturale. Con una punta di pigrismo.
Jada Pickett Smith ha asserito in un tweet: "Non capita spesso di sentire storie di regine nere, e questo è per me un topic molto importante: purtroppo non abbiamo accesso alla storia di quelle donne potenti che sono state importanti per la storia dell'Africa".
Ma è davvero così? Non ci sono storie, miti e leggende africani? Davvero non ci sono regine africane?
Io ne ho trovate alcune:
Kandake Amanirenas, del regno di Kush. Regina dal 40 a.C. al 10 b.C. (quindi erede del regno di Cleopatra). Ha difeso il regno da un ennesimo tentativo di conquista da parte dell'impero romano.
Ana Nzinga of Mbande Ndogo, 1583-1663. Grande diplomatica e leader militare, che ha difeso la sua nazione (oggi chiamato Angola) dal dominio portoghese, evitando la schiavizzazione di tantissimi uomini, donne e bambini. Ha lavorato per la liberazione dell'attuale Angola fino alla sua morte.
Nandi del regno Zulu, 1760-1827. Madre del noto guerriero Shaka Zulu, è stata giudicata negativamente per aver partorito fuori dal matrimonio. Nonostante ciò, grazie alla sua intelligenza, è diventata consigliera del re e della regina di Zululand. E' ancora molto amata nel suo paese d'origine.
Makeda of Etiopia (o regina di Sheba) XX d.C. Nominata nella Bibbia e nel Qur'an. Non si sa molto di lei, ma in Etiopia è venerata come una dea per la sua intelligenza. La sua alleanza con re Salomone (di cui si parla nella Bibbia ebraica) ha reso l'Etiopia un grande paese.
Questi sono solo quattro esempi di regine africane di carnagione scura, che hanno aiutato la loro nazione con coraggio e intelligenza.
Trasformare personaggi immaginari e storici, che sono tradizionalmente o fattualmente bianchi, in neri, non è un modo per dare dignità ad un popolo che per anni (e ancora adesso) viene scavalcato, calpestato e dimenticato.
L'unico modo sarebbe quello di raccontare una storia nuova, di cui nessuno ha mai parlato prima, e che il mondo ha il diritto di sapere. La vera storia dell'Africa, con veri eroi africani, e non l'appropriazione culturale illegittima di personaggi già conosciuti, triti e ritriti.
Il fatto che Cleopatra fosse caucasica non sminuisce la storia dell'Africa. Ciò che la sminuisce è questo tentativo balzano di inserire gente nera ovunque, come se loro non avessero una storia da cui attingere.
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