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Lo scettro dell'imperatrice Carlotta del Messico arriva a Trieste
05 agosto 2023
- di Andrea Cionci
Un incredibile cimelio storico arriva al castello Miramare di Trieste: lo scettro di Carlotta del Belgio, moglie di Massimiliano d'Asburgo e Imperatrice del Messico.
L'acquisizione é stata possibile grazie alla fondazione CRTrieste, che ha vinto il gioiello all'asta tenutasi il 18 luglio all'Hotel de Ventes de Monte- Carlo, concedendolo poi in usufrutto al Museo.
Lo scettro, splendido manufatto in oro da 22 carati, completamente decorato in filigrana e impreziosito da diamanti, rubini e smeraldi, apparteneva alla famiglia Goffinet, da quando Leopoldo II, re del Belgio e fratello di Carlotta, ne aveva fatto dono al barone Adrien, per ricompensarlo della sua lealtà e dei buoni servigi offerti.Il prezioso gioiello andrà, dunque, ad arricchire lo scrigno del castello di Miramare, che fu custode dell'amore tra Massimiliano e Carlotta, imperatori del Messico. La loro storia d'amore, infatti, era sincera ed appassionata e, dopo che Massimiliano fu sollevato dall'Imperatore Francesco Giuseppe d'Austria dall'incarico di governatore generale del regno Lombardo-Veneto, i due si rifugiarono nel ritiro triestino, conducendo una vita quieta, fatta d'arte e bellezza. La coppia trascorse quattro anni di amore perfetto, fin quando le turbolenze geopolitiche non si frapposero in maniera irrimediabile tra gli sposi e la loro vita defilata.
Il carattere di Massimiliano, per l'epoca specialmente, era piuttosto particolare e lo induceva a nutrire forse estrema fiducia nella bontà di cuore degli esseri umani: si ritrovò cosi ad accettare la pesantissima corona d'Imperatore del Messico, su consiglio del sognatore Miguel Gutierrez de Estrada, un conservatore messicano rifugiatosi in Europa.
Il paese sudamericano, infatti, era profondamente instabile, scacchiere di potenze europee ed americane, infiammato da sentimenti patriottici e contrastanti. Quando, nel 1864, Massimiliano accettò la corona di Imperatore, firmò praticamente la sua condanna a morte.
La situazione politica precipitò ulteriormente, inasprita dalla presenza dall’imperatore straniero, ed i liberal-repubblicani, sostenuti dagli Stati Uniti che temevano una crescente influenza europea nel continente americano, riuscirono presto a catturare Massimiliano, che fu fucilato nel 1867. La moglie, che già da un anno si trovava nel castello di Miramare a causa della tensione presente in Messico, attese come una condanna il giorno della morte del suo sposo, dopo la quale perse completamente il senno, oppressa da una follia dolorosa e disperata che la consumò sino alla fine dei suoi giorni, vissuti nei pressi di Bruxelles.
La fucilazione di Massimiliano d’Asburgo non distrusse solamente la vita della sua sposa, ma sconvolse tutta l'Europa, causando sgomento e sorpresa. Emblematiche dello scalpore che provocò l’episodio, le quattro opere pittoriche di Manet chiamate "L'esecuzione dell'imperatore Massimiliano", conservate oggi nei musei di Stati Uniti, Danimarca, Regno Unito e Germania.
