“Un giorno tutto finisce e nessuno può portarsi dall’altra parte il frutto della sua corruzione”. E' cosi che oggi Papa Francesco si è rivolto ai 35mila fedeli giunti in Piazza San Pietro a Roma per l’udienza generale del mercoledì. Parole dure attraverso le quali Bergoglio ha illustrato l’inferno che attende chi lucra a spese dell’onestà altrui, chi lucra sulle guerre e sulla pelle degli altri. “Voi pensate che i corrotti, quanti fanno la tratta delle persone umane o i fabbricanti di armi siano davvero felici? Non lo sono. Nell’aldilà dovranno rendere conto a Dio del male che hanno compiuto. Non porteranno con sé – ha continuato il Papa – né soldi, né potere, né orgoglio”. Bergoglio ha spiegato anche il settimo dono dello Spirito, chiamato “timore di Dio”: “Apre il cuore degli uomini alla bontà, alla misericordia”, ma “il timore di Dio è anche un allarme di fronte alla pertinacia nel peccato. Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, la vanità, il potere, l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta. Attenzione! Con tutto questo potere, con tutti questi soldi, con tutto il tuo orgoglio e tutta la tua vanità, non sarai felice”.