Ciao Eric, benvenuto. Presentati velocemente al nostro pubblico.
Salve a tutti, mi chiamo Enrico Mormile, in arte Eric Mormile e sono un cantautore, produttore e polistrumentista napoletano. Il mio progetto nasce dalla volontà di fondere alla testualità napoletana un tipo di musica di ispirazione e matrice internazionale. Il mio nome in questo senso descrive perfettamente questo concetto, poiché all'inglese "Eric" segue il "Mormile", cognome di una antica famiglia aristocratica partenopea. Da un punto di vista musicale, vado a trattare in lingua tutta una serie di generi poco esplorati o completamente ignorati dalla canzone napoletana come la New Wave, il Synth Pop, il Progressive Rock, l'Art Rock e la World Music. Da un punto di vista testuale, cerco una rottura con la tradizione poetica napoletana, poiché prediligo la tematica sociale molto di più rispetto a quella di carattere sentimentale.
Testo o musica, su cosa punti di più nei tuoi pezzi?
Il mio pensiero è che ad una bella musica deve corrispondere un testo di alto livello, le due parti devono sempre essere in congiunzione, nessuna deve prevalere sull'altra. È come un dipinto in cui la prospettiva ed il disegno sono complementari e formano un equilibrio perfetto di bellezza.
In una società in cui l’attenzione è sempre più sfuggente, cosa pensi che debba fare un artista per farsi ascoltare?
La cosa che dico sempre a chi me lo chiede è che purtroppo abbiamo a che fare con un pubblico pigro che si interessa alla musica solo quando spinto da un trend passeggero, a cui noi artisti ci aggrappiamo, per ottenere un po' di visibilità, con la stessa disperazione di chi sta affogando in mare e trova un salvagente. È una situazione assolutamente triste che non giova ne a noi ne a chi ascolta. Trovo altrettanto paradossale che il potere di internet non venga sfruttato per acculturarsi: molti giovani quando spinti da un trend passeggero sembrano cadere dalle nuvole, e nella maggior parte dei casi si tratta di musica che dovrebbero già conoscere se solo avessero la curiosità di utilizzare tutto il potere del web per acculturarsi. È il caso di quello che è capitato l'anno scorso con Running Up That Hill di Kate Bush, di cui improvvisamente erano diventati tutti fan solo per averlo ascoltato in Stranger Things, o di quello che sta accadendo adesso con Eyes Without a Face di Billy Idol divenuta la canzone di un format video per reel. A noi artisti da questo punto di vista purtroppo resta solo sperare in una buona dose di fortuna, non sai se mai ne quando potresti diventare """"virale"""", e nel caso di musica che va a trattare argomenti ben più ampi della semplice canzone d'amore diventa anche più difficile. Fondamentalmente si può provare davvero di tutto per farsi ascoltare (credetemi, ho tentato e continuo a farlo), ma combattere con la pigrizia e la passività uditiva di chi è dall'altro lato in alcuni momenti sembra davvero una strada senza uscita.
Il tuo ultimo progetto, “Anema 'e Lione”, sta riscuotendo un notevole successo; raccontacelo in tre parole
"Anema 'e Lioneè una canzone nata in un periodo estremamente movimentato della mia vita, uno di quelli in cui si corre senza fermarsi, così il testo scritto in un momento così turbolento è diventato prima un messaggio di incoraggiamento verso di me e poi verso chi lo avrebbe ascoltato, un po' come dire "rassegnati, è così, quindi rimboccati le maniche e caccia tutta la forza che hai". E così ho pensato che era un argomento in cui ognuno avrebbe potuto immedesimarsi: se stai lavorando tanto sii felice di farlo con forza e spirito, perché è la strada che hai scelto e sai dove porta. Le parole sono poi passate nelle mani del Maestro Salvatore Palomba, autore della canzone classica napoletana "Carmela", portata al successo da Sergio Bruni. Il Maestro è una persona che sono fortunato a poter chiamare amica e che supervisionando i miei testi ha decisamente spinto a un miglioramento della mia scrittura. Da un punto di vista musicale è un brano Synth Pop ballabile ispirato dalle sonorità di alcuni miei artisti di riferimento come i Mr. Mister, Howard Jones e i Level 42. Di questo brano è nata prima la musica e già solo componendo quella sapevo sarebbe stato un singolo, alcune musiche sprigionano da sole una forza comunicativa anche più grande delle parole che ci finiscono sopra, e quando le scrivi te ne accorgi. Ma la parte migliore di tutto il processo riguardante Anema è stata girare il video, di cui sono autore dello storyboard e ho curato regia e montaggio insieme a mio cugino Sergio Angrisani, videomaker e regista dalle mani d'oro. Penso di non aver mai riso così tanto nel girare un video musicale, e la cosa è stata resa ancora più speciale dal fatto che tutto il cast del video è formato da persone a me molto care, come Nicoletta e Simone Boccardi, altri due miei cugini, la prima è presente nelle scene di danza, il secondo è magistrale nella parte del capo ufficio. Tra le altre persone Elvira Fiore e Diana De Luca, protagoniste anche se con ruoli differenti nel video del mio precedente singolo "Nun Pozzo Cchiù Guarì", Maria Francesca Riga, Attilio Apa, Elia Isaia e Cristiano de Pascale. Tutte "Aneme 'e Lioni" che vivo nel quotidiano e che hanno reso veramente significativo il video.
Stai già lavorando su nuove release?
Il 25 settembre uscirà l'ultimo singolo intitolato "Angele 'e Cera", con un video di cui sono nuovamente autore dello storyboard e co-regista con mio cugino Sergio Angrisani. Anche questo progetto vedrà il ritorno di Diana De Luca, che si occupa della copertina e della direzione artistica del progetto, e di Elvira Fiore, nuovamente come modella. Con questo nuovo singolo uscirà anche il resto del disco che porta il nome del primo: Quanta Luce. Nel frattempo sto incidendo il secondo album perché nella vita di un artista la creatività non ha mai freni.