30 luglio, Giornata internazionale contro la tratta

Il 50% è vittima di sfruttamento sessuale, i bambini vittime sono triplicati e le bambine aumentate di quindici volte negli ultimi sedici anni

Alessio Di Florio
30/07/2023
Dal Mondo
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La Giornata mondiale contro la tratta  è stata proclamata nel 2013 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tre anni prima la stessa Assemblea Generale ha adottato il Global Plan of Action to Combat Trafficking in Persons con l’esortazione a tutti gli Stati a mettere in atto misure coerenti e coordinate contro la tratta degli esseri umani. Altri obiettivi contro la tratta sono contenuti nell’agenda 2030 e nella New York Declaration: dei diciannove impegni adottati dai Paesi nella Dichiarazione, tre sono dedicati ad azioni concrete contro i crimini della tratta di esseri umani e del traffico di migranti. Nel 2007 un coordinamento internazionale contro il traffico di esseri umani è stato costituito da OIL, OIM, UNICEF, UN Women, UNHCR e UNODC. 

Il 50% è vittima di traffico per fini di sfruttamento sessuale e il 38% per lavoro forzato riporta il sito italiano dell’Onu. Le vittime femminili continuano a essere il bersaglio principale: le donne rappresentano il 46% e le ragazze il 19% del totale, la percentuale di bambini tra le vittime è triplicata, mentre quella dei ragazzi è aumentata di cinque volte negli ultimi 15 anni riportano sempre le Nazioni Unite. 

«Il 2022 è stato uno degli anni più impegnativi a causa delle tante guerre in corso, dell’impatto della pandemia da Covid-19 e dei cambiamenti climatici» ha sottolineato il network internazionale Talitha Kum. La pandemia ha modificato il traffico sessuale, diventato sempre più tecnologico e indoor ha sottolineato la Comunità Papa Giovanni XXIII, da anni promotrice della campagna “Questo è il mio corpo”. 

Forte impatto stanno avendo anche gli sviluppi delle moderne tecnologie. Già due anni fa don Fortunato Di Noto, il fondatore dell’associazione anti pedofilia Meter, denunciò che il web è «una delle strade principali» per l’adescamento dei bambini per la prostituzione, il lavoro forzato e il traffico di organi. L’avvento dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare sempre più i rischi: «I produttori di pedopornografia sono già all’opera per la produzione di materiale (video e foto) con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale – ha denunciato nelle scorse settimane Meter - il materiale prodotto, già immesso nel dark web e deep web ed è a disposizione dei pedofili». Si hanno già conferme «che l’AI permette di realizzare 'false rappresentazioni' di abusi sui bambini e così immetterli nel mercato pedocriminale – ha dichiarato don Fortunato Di Noto - ciò non toglie che l’AI apporterà vantaggi per l’umanità, ma da più parti emerge l’allarme per l’utilizzo improprio con conseguenze negative provocando sempre più problemi a danno della stessa specie umana e non solo». Questi i punti su cui il fondatore di Meter ha posto l’attenzione:

- identificazione delle vittime; 

- i trasgressori, un rischio molto serio, trasferiscono le loro fantasie da artificiali a reali; 

- già l'ingente materiale 'reali' ha normalizzato tali comportamenti (anche se perseguiti), il tentativo delle lobby è reale; 

- la commercializzazione del prodotto, già lucrativo, permetterebbe alla pedocriminalità di lucrare sulla 'perversione pedofila' oltre qualsiasi immaginazione; 

- questa ulteriore minaccia deve essere affrontata a più livelli dato che manca una regolamentazione interna alla AI.

- le immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica, anche se non associate situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali di abuso sui minori, nell’AI deve essere ‘universalmente’ ritenuto un reato a danno dei minori.

 

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