Accadde Oggi: nasceva Giosuè Carducci

Valentina Fornaro
27/07/2023
Arte e Cultura
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Giosuè Carducci nacque nel 1835, è stato un poeta, scrittore e critico letterario italiano. Visse l'infanzia in un paese sperduto della Maremma noto come Bolgheri, dove il padre lavorava come medico. In quel paese immerso nei boschi, il piccolo Carducci sviluppò l'indole che in futuro lo distinse dai suoi contemporanei: un amore rispettoso per la natura, per i classici e la vita bucolica, insieme ad un atteggiamento ribelle (probabilmente ereditato dal padre) e per niente prono alle ingiustizie. 

Una figura importante nella crescita del poeta è stata la Nonna Lucia, teneramente ricordata nella lirica "Davanti a San Guido", che gli insegnò il rispetto per la natura e i piaceri semplici della vita. La nonna morì nel 1842, lasciando un grande vuoto nella vita del giovane Giosuè. 

Dopo pochi anni iniziarono i moti rivoluzionari del 1848, che portarono ad un conflitto aperto tra il padre di Giosuè e gli abitanti di Bolgheri. Michele Carducci era infatti un integerrimo rivoluzionario a favore degli ideali liberali e per niente disposto al dialogo e alla mediazione. Il suo atteggiamento duro (che si rifletteva anche nell'educazione data ai figli) ebbe come conseguenza una sparatoria in cui fu investita la casa dove viveva con al famiglia

I Carducci furono così costretti a scappare dal paese, e andare a Castagneto e dopo, nel 1849, a Firenze. In città Giosuè conobbe la sua futura moglie, Elvira Menicucci, e dopo il liceo, nel 1853, si iscrisse alla Normale di Pisa, grazie alla raccomandazione del suo maestro: "... è dotato di bell'ingegno e di ricchissima immaginazione, è colto per molte ed eccellenti cognizioni, si distinse persino tra i migliori. Buono per indole si condusse sempre da giovine cristianamente e civilmente educato".

 Fu uno studente brillante e si oppose, insieme ad altri suoi compagni, al dilagante manzonismo, preferendo testi classici. Si laureò con il massimo dei voti e iniziò a lavorare come insegnante di retorica al liceo di San Miniato.

 La vita di Carducci, però, fu anche segnata da dei lutti prematuri, che in qualche modo segnarono la sua produzione letteraria. Nel 1857, anno della pubblicazione di "Rime di San Miniato", suo fratello Dante si uccise con un bisturi del padre, probabilmente perché stanco della dura educazione a lui riservata e ai continui scontri. Un anno dopo morì il padre stesso. 

Rimasto completamente scioccato da queste perdite, Carducci sposò Elvira ed ebbe due figlie, Beatrice e Laura, in onore delle donne angelicate di Dante e Petrarca. Ebbe anche un maschio, che chiamò Dante, e che morì poco dopo la nascita. Quest'ulteriore ferita ispirò la poesia "Pianto Antico" nel 1871.

 Tutti i lutti di Carducci lo portano ad un nuovo atteggiamento, più pacato ma anche più spento, che per un periodo bloccò addirittura la sua produzione artistica. Dopo l'Unità d'Italia, però, trovò un nuovo tema su cui scrivere: il governo postunitario gli sembra debole e privo di scopo, per cui adotta delle posizioni filo-repubblicane e giacobine: la sua poetica si concentrò così su temi politici. 

Con gli anni però, la situazione iniziò ad assestarsi e Carducci iniziò ad essere più morbido con stato e monarchia, tant'è che, ormai diventato una figura di spicco, venne fatto senatore. Nel 1906 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura, ma purtroppo, ormai anziano, non potè partecipare alla cerimonia a Stoccolma; il premio gli viene consegnato nella sua casa a Bologna. Morì a 72 anni, il 16 Febbraio del 1907. Giosuè Carducci è stato il primo italiano a vincere un Premio Nobel, ed è considerato uno dei più grandi poeti di tutti i tempi.

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