L’allerta incendi era stata diramata dalla Protezione Civile regionale già domenica. E questi sono giorni e ore drammatiche soprattutto nel Sud Italia, gli incendi più drammatici in tutta la Sicilia e in Calabria. Ma non sono le uniche regioni colpite dal fuoco. Uno degli incendi più terribili che la memoria abruzzese ricordi è quello sul Monte Morrone, la montagna di Celestino V, di sei anni fa. Settimane drammatiche i cui responsabili non sono mai stati accertati. Su impulso dell’avvocato Teresa Nannarone, attivista politica sulmonese, nacque anche un comitato civico. Una ricerca universitaria coordinata dalla professoressa Lina Calandra, Università di L’Aquila, pose l’attenzione su quanto accadde: durante la ricerca furono intervistati vari allevatori della zona, alcuni dei quali puntarono sugli interessi della cosiddetta “mafia dei pascoli”.
Le fiamme ieri pomeriggio sono tornate a colpire la stessa zona. I rilievi del nucleo forestale dei Carabinieri hanno individuato l’innesco dell’incendio nei pressi di un ex cava a Bagnaturo. Almeno cinquecento gli ettari devastati dalle fiamme secondo i rilievi del Parco Nazionale della Maiella. L’incendio si è esteso per ottomila metri quadrati e ha lambito il rifugio Colle delle Vacche. All’alba di oggi sono riprese le operazioni di “contenimento” delle fiamme e almeno cinquanta squadre tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile, unità specifiche del Parco e le forze dell'ordine hanno presidiato il territorio e per tutta la notte hanno assicurato vigilanza nelle zone sensibili.
Un sopralluogo nelle zone colpite dall’incendio è stato effettuato dal procuratore capo della Repubblica di Sulmona Luciano D'Angelo e dal sostituto Edoardo Mariotti. Dopo questo sopralluogo è stato aperto un fascicolo d’inchiesta.
foto Ansa Abruzzo