Giacomo detto il Maggiore, per distinguerlo da Giacomo di Alfeo (detto il Minore), è stato uno dei dodici apostoli, uno dei più amati dal Maestro.
Era figlio di Zebedeo e Salome e fratello di Giovanni, anch'egli apostolo di Gesù. I quattro evangelisti raccontano più o meno allo stesso modo la conversione dei fratelli, uno dei passi più famosi della Bibbia.
I due si trovavano a pesca insieme al padre, su una piccola barca non lontano dalla riva. Avevano appena immerso le reti, quando Gesù li chiamò per nome e dicendo loro di raggiungerlo e seguirlo nei suoi pellegrinaggi. Senza pensarci due volte, i fratelli lasciarono affondare le reti e si buttarono a mare, lasciando il padre da solo sulla barca.
Questo temperamento istintivo, che si potrebbe pensare entrasse in contraddizione con la tranquillità ascetica del Maestro, era invece per Lui motivo quasi di divertimento: Gesù soprannominò i fratelli "Figli del tuono", dopo che una volta questi gli consigliarono di dar fuoco ad una città che non aveva dato loro ospitalità. Gesù rispose loro: " Il Figlio dell'uomo non è venuto a perder le anime, ma a salvarle".
La generosità di San Giacomo lo rese vicinissimo al Maestro, che con lui aveva un rapporto privilegiato. Gesù condivise con il Santo alcune delle sue più intime confidenze; Giacomo fu uno dei pochi ad assistere alla resurrezione della figlia di Giairo, alla Trasfigurazione, e dette conforto a Gesù durante le pene dell'orto del Getsemani.
Anche i genitori di Giacomo e Giovanni erano gente devota e umile, tant'è che la madre Salome, commossa dagli insegnamenti di Gesù, chiese a questi se c'era la possibilità per i figli di sedergli a fianco, poiché questi erano pronti a "bere dallo stesso calice che egli berrà" (il calice, così come il calice amaro, è riferito al sacrificio, alla morte). Matteo, che riporta l'evento, dice che gli altri dieci apostoli si sdegnarono di gelosia, e il Signore rispose che il Figlio dell’uomo "è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti".
Giacomo berrà da quel calice prima di tutti gli altri: sarà il primo martire tra gli apostoli. Nonostante il poco tempo a sua disposizione, dopo la morte di Gesù andò in Spagna, dov'è ancora venerato. Durante le crociate contro i musulmani, gli spagnoli urlavano "Viva la Spagna, Viva San Giacomo!".
Tornato a Gerusalemme nel 43, per ordine di Erode Agrippa fu fatto incarcerare. Un soldato, incaricato della sua carcerazione, fu talmente commosso dalla sua dignità e abnegazione che si inginocchiò ai suoi piedi mentre il Santo veniva portato al patibolo, e per questo furono decapitati insieme.
Il suo corpo riposa nella Basilica di Camposela a Santiago.
Il Cammino di Santiago di Camposela è legato alla tomba di San Giacomo, rinvenuta nel IX secolo. Nonostante il Santo sia morto in Palestina, La Legenda Aurea di Jacopo da Varazze racconta che i suoi discepoli portarono il suo corpo su una barca guidata da un angelo, e ne trasportarono il corpo in Galizia, dove Giacomo era venerato per aver evangelizzato le popolazioni celtiche. Lo seppellirono in un bosco vicino a Iria Flavia, il porto romano più importante della zona.
PREGHIERA. O Signore, santifica e custodisci il tuo popolo, affinchè, muniti dell'assistenza del tuo apostolo Giacomo, possiamo piacerti con una degna vita, e servirTi con tranquillità di spirito