Filippo Facci, nell'occhio del ciclone mediatico da qualche giorno per aver scritto una frase infelice riguardo la vicenda Apache La Russa, ha ricevuto un ammonimento per stalking dal questore di Milano, su richiesta della divisione anticrimine. Secondo quanto risulta, il caso sarebbe legato a dichiarazioni rilasciate dall'ex compagna del giornalista.
L'ammonimento è uno dei provvedimenti che le autorità di pubblica sicurezza possono comminare con intento dissuasivo nei confronti di un presunto responsabile del reato di stalking. Dalle agenzie si apprende che Facci avrebbe definito l'ammonimento "un atto dovuto" legato a uno scambio di mail tra lui e l'ex compagna con cui ha dei figli. Alla donna queste mail "non sarebbero piaciute".
Cos'è l'ammonimento del questore
L'ammonimento del questore è essenzialmente un avviso formale che viene dato a un presunto molestatore. Informa il destinatario che il suo comportamento è stato segnalato e che deve cessare immediatamente. Se il molestatore ignora l'ammonimento e continua il suo comportamento, può essere soggetto a sanzioni più severe, come multe o persino il carcere.
È importante notare che l'ammonimento del questore non è una condanna penale, ma piuttosto un tentativo di fermare il comportamento molesto prima che raggiunga un livello che richiederebbe un intervento legale più serio.
La bufera per il caso La Russa jr.
Nei giorni scorsi sul giornalista era caduta un'altra tegola: sarebbe a rischio il nuovo programma che la Rai vorrebbe affidargli su Rai Due, dopo una frase ("una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa”) in un articolo sulla vicenda dell'indagine per violenza sessuale a carico del figlio terzogenito del presidente del Senato Ignazio.
La risposta di Facci
"Io sono il pretesto per cannoneggiare il governo. Qualsiasi giornalista in questa fase si trova a vivere una specie di ricatto, l'ha scritto anche Michele Serra qualche giorno fa".
Lo dice Filippo Facci in un'intervista a Repubblica.it nella quale sostiene anche di non essere affatto rassegnato a perdere la conduzione della nuova striscia quotidiana pensata per Rai2, dopo le polemiche per un suo articolo sulla denuncia per violenza sessuale nei confronti del figlio di Ignazio La Russa.
Sulle conseguenze economiche di un eventuale stop, il giornalista sostiene che "la Rai non paga così tanto, ma sono soldi che mi servirebbero a campare. Comunque ripeto: sono un pretesto per battaglie molto più grandi di me, addirittura vengo messo assieme a Eugenia Roccella quando poi è una vita che le scrivo contro per le sue posizioni anti-abortiste".
Ma lei alla fine è di destra o no?
"Per niente, mai. Ho scritto sull'Unità e su Repubblica a 24 anni. Sono radicale e l'unica direzione che mi è stata proposta fu Radio Radicale, da Marco Pannella. Non sono un personaggio dell'egemonia culturale della destra, come ha scritto qualcuno, non vado neanche in redazione, semmai vado in montagna".
Facci commenta anche la decisione presa dalla Questura di Milano, che ha inviato nei giorni scorsi un provvedimento di ammonimento per stalking nei suoi confronti a seguito delle dichiarazioni della ex compagna da cui ha avuto due figli. "Questione di pochissimo conto, parliamo di una persona che io ho lasciato nel 2019, non è la mia ex moglie ma la madre dei miei figli - dice ancora il giornalista a Repubblica.it -. Lo stalking non è di chi lascia, no? E l'ho lasciata per un'altra donna con cui andrò a convivere. Comunque si tratta di uno scambio di mail e basta, tra l'altro questa persona l'ho anche denunciata io perché mi ha messo le mani addosso davanti ad altre persone".