A questo punto della tanto glorificata controffensiva ucraina, nemmeno Zelensky può più fare finta di niente. Le cose non vanno, dice, ed è tutta colpa del blocco Euro-Atlantico. Il presidente ucraino è convinto che i ritardi nell’invio di armamenti e pacchetti assistenziali abbiano consentito alla Russia di rinforzare le sue difese.
In un’intervista rilasciata qualche giorno fa, Zelensky ha detto che Kiev sperava di poter ribattere militarmente agli attacchi russi molto prima di quanto poi effettivamente ha fatto, ma è stata costretta ad aspettare per mancanza di provviste e armamenti dall’occidente.
Ai microfoni della CNN ammette che la controffensiva – iniziata da circa un mese –, sta subendo un rallentamento per via delle robuste difese russe.
Il leader ucraino, nella sua classica postura da una parte accusatoria e al contempo autoassolutoria, fa notare ai leader europei come l’Ucraina avrebbe voluto iniziare la sua campagna “molto prima” di quanto abbia fatto, ma ciò – dice - avrebbe significato avere accesso a “tutte le armi e materiali necessari per poterlo fare”. In alcune aree, ha poi aggiunto, le truppe di Kiev non possono “nemmeno sognarsi di cominciare” un’offensiva, poiché non hanno gli armamenti necessari.
Zelensky ha poi spiegato che Kiev era consapevole che i ritardi si sarebbero tradotti in progressi molto lenti. “Tutti comprendono che se la controffensiva subisce ritardi, allora una buona parte del nostro territorio sarà minato. Abbiamo dato al nostro nemico il tempo e la possibilità di minare il territorio e di preparare le linee difensive”, ha aggiunto.
Il presidente ucraino ha continuato reiterando gli appelli per le consegne degli F-16 made in USA.
I sostenitori di Kiev in occidente hanno già dato il via agli addestramenti dei piloti ucraini per permettere loro di pilotare questi jet, d'altra parte l’ammiraglio Rob Bauer, presidente del comitato militare NATO, a inizio settimana ha dichiarato che la questione delle spedizioni “non verrà risolta nel breve periodo di questa controffensiva”.
Zelensky sulla questione degli F-16 ha fatto notare come non sia nemmeno questione di un vantaggio ucraino nei cieli, quanto piuttosto un “essere alla pari coi Russi”, aggiungendo che i jet serviranno anche a dare un riparo alle truppe ucraine, poiché le renderà in grado di muoversi più facilmente lungo il campo di battaglia.
Kiev ha cominciato la sua controffensiva tanto attesa agli inizi di giugno, riporta RT: il suo tentativo era di indebolire le difese russe insieme a diverse sezioni del fronte. Tuttavia, secondo un rapporto del Ministero della Difesa russo, tutti gli attacchi ucraini hanno fallito, con ingenti perdite in vite umane.
Molti ufficiali ucraini, compreso lo stesso Zelensky, si sono resi conto delle difficoltà sul campo di battaglia; il vice ministro della difesa Anna Malyar ha invitato il pubblico a non misurare i successi ucraini dal numero di territori riconquistati.
Martedì, Aleksey Danilov, capo della Sicurezza Nazionale in Ucraina, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha ricordato che la priorità di Kiev è la “distruzione massima” dell’esercito russo, e non già l’avanzamento territoriale.
In un report del Financial Times tuttavia si evidenzia come in occidente tra gli ufficiali militari nessuno sia rimasto particolarmente impresso dalla performance militare dell’Ucraina, con diverse fonti del giornale che sostengono che il sostegno occidentale a lungo termine a Kiev sarebbe da subordinarsi all’esito dell’offensiva.