Figlio La Russa accusato di violenza sessuale, le opposizioni attaccano il Presidente del Senato

Massimiliano Musolino
08/07/2023
Attualità
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Sul caso di Leonardo Apache La Russa (figlio del Presidente del Senato Ignazio La Russa), accusato da una ventiduenne di violenza sessuale, nelle ultime ore, infuriano le polemiche in merito alle dichiarazioni (QUI) rilasciate dal Presidente del Senato Ignazio La Russa. 

Durissima la reazione del Pd che attraverso una nota del Segretario Elly Schlein: "Al di là delle responsabilità del figlio, che sta alla magistratura chiarire, è disgustoso sentire dalla seconda carica dello Stato parole che ancora una volta vogliono minare la credibilità delle donne che denunciano una violenza sessuale a seconda di quanto tempo ci mettono, o sull'eventuale assunzione di alcol o droghe, come se questo facesse presumere automaticamente il loro consenso. Il Presidente del Senato non può fare vittimizzazione secondaria. È per questo tipo di parole che tante donne non denunciano per paura di non essere credute. Inaccettabile da chi ha incarichi istituzionali la legittimazione del pregiudizio sessista". 

La vicenda riguardante il terzogenito del Presidente del Senato è commentata anche dal Segretario di +Europa, Riccardo Magi: “Ognuno è innocente fino al terzo grado di giudizio e capisco anche il dolore di un padre nel leggere certe accuse. Ma Ignazio La Russa non è solo un padre, è anche il Presidente del Senato. Soprattutto non è un magistrato, né un organo inquirente. Per questo nella nota che ha diffuso è alquanto preoccupante che abbia già chiuso il caso: ha interrogato il figlio, ne ha decretato l'innocenza, mentre la testimonianza della ragazza non è attendibile perché 'drogata'. Per il ruolo che svolge, sarebbe stato meglio un dignitoso silenzio. Questa è invece un'ingerenza intollerabile da parte della seconda carica dello Stato verso chi sta svolgendo le indagini”. 

Dalla nota stampa di Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra,  si evince una forte critica per le parole della seconda carica dello Stato: “Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, interroga il proprio figlio, accusato di violenza sessuale, e lo scagiona: nulla di penalmente rilevante. Il fatto che la seconda carica dello Stato si renda responsabile di queste inaccettabili dichiarazioni, che attaccano la vittima e scagionano il figlio, evidenzia che le nostre istituzioni sono entrate in una fase di profonda delegittimazione a causa di comportamenti profondamente dequalificanti. È assolutamente inaccettabile la deriva che questo Paese sta prendendo con le cariche istituzionali e di governo: questa non è la Repubblica dei Fratelli d'Italia, che decidono sostituendosi alle leggi dello Stato e alla Magistratura. L'azione del Presidente del Senato è inaccettabile e irriguardoso nei confronti di una ragazza che ha denunciato una violenza sessuale. Purtroppo, ci troviamo di fronte alla solita storia: la vittima finisce per diventare l'accusata”. 

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