Pietro Orlandi: "Non smetterò di cercare Emanuela"

Domenica sit in a Roma in occasione dell'anniversario della scomparsa

redazione
20/06/2023
Attualità
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"Non smetterò di cercarla e finché non ho un corpo la cercherò viva".

Non smette di ripeterlo Pietro Orlandi che per i 40 anni dalla scomparsa della sorella ha promosso un sit-in che radunerà domenica, in Largo Giovanni XXIII, tutto l'ormai grande "popolo" di Emanuela, per dirigersi compatto alle 12 fin sotto la finestra del Palazzo Apostolico in piazza San Pietro da cui, come di consueto, è previsto si affacci Papa Francesco per l'Angelus.

Chissà se sarà l'occasione di guardarsi di nuovo negli occhi, seppur da lontano, a distanza di dieci anni da quel primo incontro mai più rinnovato, poco al di fuori della parrocchia di Sant'Anna in Vaticano, in cui, secondo quanto riferito da Pietro stesso, Francesco, a proposito di Emanuela, gli avrebbe detto, che la donna "Sta in cielo". 
Molto è successo in questi dieci anni. Soprattutto Francesco è il primo Papa, dall'inizio di tutta la vicenda, ad aver autorizzato le prime indagini dello stesso Vaticano sulla scomparsa della "cittadina" Emanuela e che sotto la guida del promotore di giustizia, Alessandro Diddi, ora in collaborazione anche con la procura di Roma, potrebbero addirittura portare a qualche svolta. O almeno è quello a cui lavorano gli inquirenti tanto che il 6 giugno scorso, Diddi stesso si è recato in audizione al Senato per chiedere di soprassedere sulla istituzione di una commissione bicamerale di inchiesta e lasciar lavorare i magistrati per "alcuni mesi", liberi da sovrapposizioni. Affermazioni che non sono piaciute a Pietro Orlandi, che come portavoce di tutta la famiglia e assistito dall'avvocato Laura Sgrò, ha invece rinnovato il suo appello ad andare avanti: "Mi auguro che il Parlamento non si pieghi a questi suggerimenti". 
Orlandi, d'altronde, sulla sorte della sorella non esclude nulla. In un recente incontro con gli studenti di Roma Tre ha detto di non escludere nemmeno la "pista di Londra", (un rapimento di Emanuela e poi un suo trasferimento nella capitale inglese sotto falso nome), portata avanti dall'oggi direttore di Domani Emiliano Fittipaldi sulla base di un documento che per alcuni è "un falso", ha ricostruito lo stesso Fittipaldi, e che però, avverte, "potrebbe anche essere un falso confezionato ad arte dai servizi segreti per depistare". Ancora gialli, insomma, come quelli evocati dalle parole di Marcello Neroni, ex Banda della Magliana, e re dello slot machine, in un audio raccolto dal giornalista Alessandro Ambrosini, esperto di cronaca nera, e la cui diffusione ha messo in difficoltà lo stesso Pietro per l'uscita su papa Wojtyla che "non andava a bendire le case" che ha indignato ampi settori del mondo cattolico. 
Ma in realtà, sempre agli studenti di Roma Tre, Pietro Orlandi ha spiegato che si riferiva in particolare a due monsignori polacchi che erano soliti accompagnare San Giovanni Paolo II in sortite fuori dal Vaticano. Tutti fatti che ha riferito al pm Diddi nel loro colloquio fiume di 9 ore dell'11 aprile scorso in Vaticano. Una "liberazione" per Pietro, un nuovo inizio, ma subito incrinatosi dopo l'audizione al Senato sulla bicamerale. Negli ultimi giorni, Orlandi, anche lui cittadino vaticano e che ha lavorato a lungo allo Ior, ha scritto anche un enigmatico post su Facebook. "Soldi, soldi, soldi, tutto gira sempre intorno ai soldi", e allegato un articolo su "L'ultimo morto del Banco Ambrosiano". Intanto, annuncia che un sit in per Emanuela ci sarà anche a Londra il 22 giugno, proprio il giorno in cui Emanuela è scomparsa lasciando dietro di sè nient'altro che fumo.

(fonte Ansa)

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