Riforma giustizia, Decaro: "L'ANCI chiede che il perimetro del reato di abuso d’ufficio venga definito meglio. Gli avvisi di garanzia hanno distrutto la vita a tanti sindaci"

Massimiliano Musolino
16/06/2023
Politica
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In una intervista al quotidiano “Corriere della Sera”, il Presidente Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), nonchè attuale Sindaco di Bari Antonio Decaro (PD), espone le sue riflessioni in merito al ddl sulla riforma della giustizia, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri

Nell'intervista, il Presidente dell'Anci Decaro si sofferma in modo particolare sul problema del reato dell'abuso d'ufficio evidenziando come attualmente il reato di abuso d'ufficio non essendo disciplinato in modo chiaro, molto spesso il giudice penale va a sindacare l'azione amministrativa in modo opinabile: “Il problema dell’abuso di ufficio è serio per i sindaci. Il 67% di chi riceve l’avviso di garanzia non va nemmeno a giudizio. Ci sono dati del 2021 che dicono che il 99% di chi ha avuto l’avviso di garanzia è risultato assolto, o non ha avuto neanche il non rinvio a giudizio. Sono anni che noi sindaci chiediamo che il perimetro del reato di abuso d’ufficio venga definito meglio. Una modifica è stata fatta, con il governo Conte. Cosa è successo? Il numero degli avvisi di garanzia è diminuito, ma è rimasto il problema evidenziato dalle statistiche assurde che ho appena citato”. 
Alla domanda se l’abolizione del reato sia un bene: - Decaro risponde - “Non ho le competenze tecniche per dire cosa è bene e cosa è male”. Infine, il Presidente dell'Anci afferma di non avere una posizione ideologica sull'abuso d'ufficio: “Il Pd è contrario all’abolizione del reato di abuso d’ufficio: Sì. Io però non ne faccio una questione ideologica, nè in questo caso rispondo al partito del quale ho la tessera. Sono il rappresentante dei sindaci. Se un sindaco sbaglia è giusto che paghi. Non abbiamo mai chiesto mani libere, anzi, vogliamo regole certe per rispettare la legge. Ad oggi so solo che ci sono tanti sindaci la cui vita è stata distrutta dagli avvisi di garanzia e non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto a livello privato, familiare, della reputazione. E spesso per motivi incredibili, non solo per l’abuso di ufficio”.

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