Un grafico pubblicato dalla pagina Instagram @mappeitalia, che si occupa di statistiche e topografia, mostra il cambiamento demografico delle regioni italiane negli ultimi 7 decenni. Infatti, la popolazione italiana è cresciuta di 12 milioni di persone negli ultimi 70 anni, ma non in maniera uniforme.
La Lombardia conserva tuttora il primato indiscusso come regione più popolosa d'Italia, staccando di almeno 2,000,000 le regioni in seconda posizione (la Sicilia negli anni '50, poi la Campania fino al 2020. Solo nell'ultimo decennio, il Lazio sale sul secondo gradino del podio).
C'è grande movimento invece nella parte centrale del grafico, dove il Piemonte (la seconda regione più grande d'Italia) si sposta dal quarto posto al terzo e poi al quinto, aumentando e dopo diminuendo popolazione, arrivando a 4,273,210 cittadini nel 2020.
L'Emilia Romagna, che negli anni '50 era al quinto posto, negli anni '90 viene superata dalla Puglia e nel 2010 risale al sesto, con 4,417,752.
Fissa in coda si trova la Valle D'Aosta, che ha subìto un leggero ma costante aumento di popolazione, partendo da 93 mila di abitanti e arrivando a 123. Molise e Basilicata la precedono, subendo però un decremento di popolazione, in particolare negli ultimi decenni, insime ad Abruzzo, Marche e Trentino. La Sardegna rimane più o meno stabile, spostandosi dalla posizione 14 alla 12. Anche la Toscana e e la Calabria rimangono stabili per tutti i 70 anni, al nono e decimo posto.
Questo grafico statistico è un ottima fotografia di come l'Italia si sia evoluta negli ultimi anni. Le regioni più piccole del sud perdono popolazione a seguito del boom economico avvenuto negli anni '50 e '60, quando le persone si trasferivano al nord in cerca di lavoro. Non a caso, la regione che rimane la più popolosa per 7 decenni è la Lombardia.
D'altra parte, sfata anche un po' il mito che vede tutte le regioni del sud abbandonate a causa della "fuga di cervelli". Ne è esempio la Campania, che è sempre stata una delle regioni più popolose di Italia. Anche la Sicilia (regione più grande d'Italia), dove gli agglomerati urbani si concentrano principalmente sul mare, rimane in cima alla classifica. Perfino la Puglia, la Sardegna, la Calabria e l'Abruzzo non subiscono una perdita demografica eccessiva. Al contrario, Molise e Basilicata, piccolissime regioni composte principalmente da paesi tradizionali dell'entroterra, si sono velocemente spopolate.