Era da un po' di tempo che alcuni membri dello staff dell'I.F.E. avevano notato qualcosa di strano, soprattutto nei rapporti con i loro clienti, fino a quando una designer polacca non ha, seppur parzialmente ed involontariamente, vuotato il sacco. Da qui sono partite indagini interne che hanno portato all'individuazione dei soggetti che hanno agito, e stanno tuttora sorvegliando e carpendo informazioni, inerenti l'International Fashion Expo.
L'ufficio stampa della Phoenix-Wicom Ltd, sentito da noi, ha dato alcune risposte.
D: Quando vi siete accorti di accessi non autorizzati nelle caselle e-mail aziendali?
R: Avevamo dei sospetti già dal mese di gennaio/febbraio 2022 ma non abbiamo dato molto peso alla cosa, anche perché non abbiamo mai pensato di dover essere controllati. Successivamente, nell'autunno dello stesso anno abbiamo avuto ancora, diciamo così, uno strano sentore. Un campanello di allarme è suonato durante un incontro avvenuto successivamente mentre si svolgeva, a febbraio 2023, l'ultima edizione della kermesse in cui una persona si lasciò scappare una frase infelice, tipo che l'International Fashion Expo ha i suoi seguaci. Detto così non vuol dire nulla ma nel contesto generale del colloquio, a freddo, vale più di mille parole. Ultimamente, una trattativa ben avviata tramite canali ufficiali, è venuta meno: la designer, polacca, ci disse che aveva ricevuto una mail negativa sul nostro conto; successivamente altri designer hanno ricevuto mail similari. E' ovvio che solo controllando le mail poteva sapere con chi eravamo in contatto e con chi stavamo trattando. Inoltre non escludiamo che alcune mail siano state alterate nel loro contenuto ed inviate a nostri clienti al fine di danneggiarci.
D: Sapete i nomi dei “colpevoli”?
R: Ovviamente si, si tratta di una persona che in passato è stata annoverata nella nostra clientela ed altre due persone annoverate tra i collaboratori, uno di questi, oggi è diventato un concorrente. I nomi li faremo nel momento stesso in cui verranno convocati dall'Autorità Giudiziaria. Sospettiamo anche di altre tre persone ma hanno avuto un ruolo marginale, nonostante ciò, qualora fosse provato un maggiore coinvolgimento, non esiteremo a colpire attraverso le autorità, anche costoro.
D: Come state procedendo con i controlli interni?
R: Al momento stiamo acquisendo tutti i registri dall'azienda che gestisce il server di posta elettronica, al fine di poter individuare tutti gli indirizzi IP che sono entrati. Ci vorrà un po' di tempo ma abbiamo pazienza. Una volta che avremo quei registri avremo la certezza matematica anche dei luoghi da cui sono penetrati.
D: Avete subito un grosso danno?
R: Non ci nascondiamo dietro ad un dito: Si. Abbiamo subito un danno economico enorme ma abbiamo anche un enorme voglia di rialzarci. Non ci arrendiamo e se vogliono la guerra l'avranno.
D: quindi da ora in avanti come agirete?
R: Non stiamo più utilizzando mail aziendali e tutte le trattative avvengono attraverso altri canali ed abbiamo notato che attraverso quest'ultimi, stanno, seppur lentamente, ricominciando ad esserci delle trattative. Siamo comunque ancora in alto mare ma siamo ottimisti.
D: Violazione della privacy e concorrenza sleale quindi?
R: Hanno violato la nostra privacy ma non hanno avuto accesso ai dati sensibili dei nostri clienti, tranne gli indirizzi di posta elettronica. Si tratta comunque di concorrenza , non sleale, bensì, me lo consenta, di una vera e propria vigliaccata che deve essere punita come la legge impone. Se non ricordo male, il garante della privacy, in questi casi, può comminare una multa che può arrivare fino a 20milioni di Euro. Ovviamente, attraverso lo studio legale, chiederemo il massimo della pena in ogni sede giudiziaria, sia penale che civile.