Contrasto ai femminicidi, Roccella: "Rafforzate le misure cautelari, ma occorre un cambiamento culturale"

Massimiliano Musolino
08/06/2023
Attualità
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Dopo che il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al disegno di legge con le norme per il contrasto alla violenza sulle donne e contro la violenza domestica, il ministro per le pari opportunità e la famiglia, Eugenia Maria Roccella, in un’intervista ha esposto alcune riflessioni in merito al provvedimento. 

Per il ministro Roccella pur essendo in presenza di una buona legislazione, il numero dei femminicidi non accenna ad abbassarsi, pertanto l’esecutivo ha deciso di varare un testo che intende porre in essere ulteriori norme in difesa delle donne, ma precisa che allo stesso tempo, per fermare questi eventi angosciosi, occorre un impegno delle Istituzioni affinché si avvii un processo di cambiamento culturale:   “Abbiamo rafforzato le misure cautelari. Come il braccialetto elettronico e la distanza di 500 metri della persona autore del reato dalla vittima. Nonostante una buona legislazione abbiamo un numero femminicidi che non accenna a calare, a novembre abbiamo illuminato i palazzi delle istituzioni con i 104 nomi delle donne uccise. Il disegno di legge è stato varato, nei giorni in cui sono accaduti femminicidi che hanno colpito, commosso e sconvolto l’opinione pubblica, ma il provvedimento era in cantiere già da tempo. Con i ministri Nordio e Piantedosi avevamo ritenuto necessario, nonostante abbiamo una buona legislazione contro la violenza sulle donne, intervenire su alcune smagliature. Abbiamo previsto anche l’arresto in flagranza differita, così come avviene per altre situazioni. Voglio sottolineare l’importanza dell’introduzione della provvisionale a titolo di ristoro anticipato in favore della vittima. Un aiuto per le persone che sono in stato di bisogno. Tutto questo va accompagnato con un cambiamento culturale. Perché nessuna legge avrebbe potuto salvare Giulia Tramontano. Dobbiamo mettere in campo misure di accompagnamento. Con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara abbiamo pensato di fare una campagna, diffondendo le nuove norme, e portando nelle scuole, le persone che hanno subìto le violenze. Solo attraverso le esperienze dirette si può cercare di far giustizia. Attraverso una consapevolezza crescente che dobbiamo alimentare”.

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