Alla pagina Facebook '”Momenti furtivi di libertà delle donne iraniane” è caduto un vero e proprio tabù. Decine di loro hanno postato delle foto senza il velo islamico obbligatorio. Un gesto coraggioso che dal 1979 nessuna donna iraniana aveva osato fare, pena : l’arresto
Veli cascanti che rivelano ciocche ribelli e un trucco a oltranza, le giovani donne iraniane sfidano le autorità islamiche "Sorella rimettiti il velo” oppure “Signora non si vergogna?” sono i primi moniti della polizia religiosa quando questo accade per strada per poi passare subito dopo all’arresto. Ma ecco che al tempo dei social network le cose cambiano. La campagna è stata lanciata il 3 maggio e dopo una settimana ha già raccolto 126.mila mi piace e molte foto di donne a capo scoperto, malgrado la censura governativa stia impedendo l’accesso a facebook. L’ hashtag #mystealthyfreedom (la mia furtiva libertà di azione ) si è già diffuso molto velocemente. Le donne raggiungono la cime del monte Tochal che sovrasta Teheran e urlano il loro bisogno di libertà tutte insieme . Dicono di volere solo il diritto di scegliere, scegliere se portare il velo o no senza che nessuna possa più imporre loro niente.
"Voglio che si avveri il mio sogno di sentire il vento tra i capelli “ scrive una donna sulla pagina facebook , Tra le organizzatrici di questa campagna mediatica la giornalista Masih Alinejad è diventata il bersaglio di campagne diffamatorie orchestrate dalle autorità iraniane. Il sito ultraconservatore Farsnews non ha esitato a descriverla come "anti-rivoluzionaria" anche se la giornalista ha sempre parlato di una operazione di "non-politica" finalizzata ad abbattere le "restrizioni sociali" di cui sono vittime le donne iraniane. Hanno comunque osato troppo queste donne gli occhi delle autorità islamiche e accusano di questo il nuovo presidente Hassan Rohani , a loro giudizio troppo moderato.
La maggioranza delle donne iraniane ha vissuto sotto la repubblica islamica (il 70% degli iraniani ha meno di 40 anni) e il velo è la loro seconda pelle. Un indumento da indossare non solo in pubblico ma anche all’interno delle loro abitazioni. Inoltre in Iran, ancora molte donne indossano il chador il velo nero integrale che lascia trasparire unicamente il volto. Le donne del movimento libertà furtiva sono stanche di parlare solo del velo che non è di per sé un indumento odiato. Lo è in quanto simbolo della religiosità oppressiva dalla Repubblica Islamica. Il velo indica la loro millenaria e ingiusta inferiorità sociale ed economica.