Tragedia nel carcere Sabbione di Terni: detenuto morto dopo incendio nella sua cella

Massimiliano Musolino
31/05/2023
Cronaca
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Ieri, nel carcere Sabbione di Terni, è avvenuta una tragedia che nelle prossime settimane causerà roventi polemiche: un detenuto è morto a causa di un incendio scoppiato nella sua cella. Come si apprende dalla nota diramata dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), nonostante il tempestivo intervento, i poliziotti non sono riusciti ad evitare la morte del detenuto: "L’uomo deceduto è uno straniero, con problemi psichiatrici, che ha dato fuoco a tutto quello che aveva in cella ed in pochissimo tempo è stato sopraffatto dalla fiamme e dal denso fumo nero che si è propagato. A fatica i poliziotti presenti e quelli arrivati di rinforzo, anche liberi dal servizio, sono riusciti a intervenire, rimanendo anche intossicati, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Non vi erano avvisaglie che il detenuto avrebbe potuto compiere l’insano gesto".

Fabrizio Bonino, Segretario Nazionale per l’Umbria del Sappe, rilascia una dichiarazione molto dura, in cui denuncia i numerosi appelli rimasti inascoltati ed evidenzia che la tragedia avvenuta nel carcere di Terni rappresenta una sconfitta per lo Stato: "Questa è una tragedia annunciata ed è anche la conseguenza di una sottovalutazione alle continue sollecitazioni di intervento per il Sabbione che il Sappe fa da mesi e mesi. Un uomo che perde la vita durante la detenzione è sempre una sconfitta per lo Stato: e questo nonostante il personale di polizia penitenziaria abbia fatto di tutto per evitarlo. Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene come anche prevedere la riapertura degli ospedali psichiatrici giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario. Ma servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della polizia penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose”.

Il sovraffollamento delle carceri italiane, è tra i più alti d'Europa. Il tasso di suicidi è ai massimi dell'ultimo decennio e le risse tra detenuti sono all'ordine del giorno. Il problema del sovraffolamento inevitabilmente si riverbera anche sulle persone che operano nelle strutture carcerarie. La politica non può continuare a trascurare un problema atavico. Il sovraffollamento delle carceri lede la dignità umana. La dignità umana spetta all'essere umano in quanto tale. Spetta al detenuto innocente, a quello colpevole, allo straniero e a coloro che prestano il proprio servizio nelle carceri.

 

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