Pnrr, Fedriga: “Ormai impossibile riscriverlo, ma chiediamo una revisione"

Massimiliano Musolino
24/05/2023
Attualità
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Il Presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga in una intervista a “Il Corriere della Sera” in merito all’acceso confronto politico sulla necessità di modificare il Pnrr, analizza gli aspetti critici che hanno determinato l'esclusione di opere considerate strategiche per lo sviluppo del territorio:“Rispetto a quando è stato varato la situazione nazionale e internazionale, fra guerra e crisi energetica, è completamente cambiata. Il Pnrr non può essere ideologizzato ma adeguato perchè risponda all’esigenza di favorire lo sviluppo del Paese. L’orizzonte temporale indicato (il 2026) è tale che ha portato all’esclusione di alcune opere infrastrutturali strategiche come la velocizzazione della Venezia-Trieste. Bisognerebbe prevedere deroghe sui tempi di realizzazione per alcuni progetti specifici”. 

Per il Presidente Fedriga un'altro errore è stato quello di aver ideato un Pnrr molto centralista con scelte unilaterali che taglia fuori le esigenze provenienti dagli Enti: “Il Pnrr è stato costruito con un’impronta fortemente centralista. Non con un modello piramidale, con lo Stato centrale che dà gli obiettivi e le Regioni che li adattano alle esigenze dei territori, ma con tutte le scelte calate dall’alto, tagliando fuori completamente i nostri Enti, con bandi centralizzati, scelte unilaterali, disomogeneità territoriali. Ecco, qui sono emerse differenze inaccettabili fra Regioni. La mia Regione è all’ultimo posto per fondi pro capite. Altre realtà hanno avuto il 600 per cento in più. E’ chiaro che serve un riequilibrio”.

Il Governatore del Friuli Venezia Giulia, afferma di aver fatto presente le criticità del Pnrr al governo e nello specifico al ministro per gli Affari Europei, le politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto. Per Fedriga, il ministro Fitto si è dimostrato sensibile ad accogliere la richiesta di una revisione del Pnrr  : "L’ho fatto presente anche al governo. Il ministro Fitto ha preso atto del problema, che abbiamo sottolineato come Regioni non singolarmente, e ci ha detto che farà il possibile. Il ministro Fitto è sensibile alle istanze che abbiamo avanzato. E’ chiaro, però, che anche lui è arrivato a partita in corso. Quell’impostazione centralista del Pnrr l’ha data il governo Conte II. Siamo consapevoli che i margini di manovra a questo punto sono limitati. Ci aspettiamo però alcune correzioni, ma no una riscrittura. Dobbiamo muoverci nell’alveo del possibile. Chiediamo una revisione, non una riscrittura. Penso che sia anche nell’interesse dell’Europa che i fondi messi a disposizione servano allo sviluppo del Paese e non vadano persi o sprecati”.

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