Prefetto Romano: “il sistema di gestione dei rifiuti non funziona”

Il prossimo prefetto di Agrigento ha tracciato un bilancio dei suoi tre anni da commissario per la Terra dei Fuochi

Alessio Di Florio
22/05/2023
Attualità
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Dimezzamento dei roghi di rifiuti, netto aumento delle aziende sequestrate e delle persone denunciate, incremento più che esponenziale delle sanzioni amministrative. È questo in sintesi il bilancio di tre anni da commissario per la “Terra dei Fuochi” del prefetto Filippo Romano. Bilancio tracciato in un’intervista ad Avvenire a conclusione del suo mandato, conclusosi per il trasferimento ad Agrigento nel ruolo di prefetto. 

«Il problema non sono più i fuochi. Non è più neanche Gomorra, il grande mafioso che scava i buchi per metterci i fusti inquinanti. Abbiamo un sistema di gestione dei rifiuti che non funziona – la riflessione di Romano al giornalista Toni Mira - e se non lo facciamo funzionare è anche inutile parlare di bonifiche. Se abbiamo una casa allagata la prima cosa da fare è chiudere il rubinetto centrale, altrimenti è inutile cominciare a togliere l’acqua».

«C’è un problema nel ciclo dei rifiuti» sottolinea Romano riferendosi, per esempio, allo smaltimento degli elettrodomestici: « Il 50%, i metalli, si recupera con grande vantaggio economico, un altro 30% si recupera senza grande vantaggio ma lo si deve fare per non inquinare, il restante 20% è la frazione irrecuperabile che dovrebbe “nutrire” i termovalorizzatori o le discariche che sono l’ultima ratio dei rifiuti. Invece li troviamo abbandonati dopo che è stato recuperato solo quel 50%, del tutto illecitamente». «Nella generale illegalità qualcuno trova più comodo buttare – prosegue l’ormai quasi ex commissario - questo vale per tutti i reati e nasce quando il comportamento illecito è più conveniente e più facile del comportamento lecito. Più rendiamo difficili le cose, se non stiamo attenti a rendere difficile l’illegalità, più questa diventa conveniente. E c’è chi ci guadagna». 

 

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